Il calcio di rigore
di Giuseppe Pitrolo
Renzi: “Non vincere le elezioni è stato come tirar fuori un rigore”.
Ma è capitato pure a Baggio, Baresi, Maradona e Del Piero…
Bersani non ha perso, ma nemmeno vinto: poiché chi non vuol riflettere sui propri errori è destinato a ripeterli, offriamo qui degli spunti d’analisi sul voto e delle proposte (in fondo il Centrosinistra può ricominciare non “da tre”, ma dai 10 milioni di cittadini che lo hanno votato).
ANALISI
– A Sondrio come a Palermo il Centrosinistra ha finito la campagna elettorale il 30 Dicembre, con le “Parlamentarie” (il cui regolamento – fra l’altro – sembrava mirare innanzitutto a scoraggiare la partecipazione dei cittadini): gli elettori del Cs sono rimasti gli stessi, numericamente, il 30 Dicembre e il 25 Febbraio: il Cs non ha saputo recuperare neppure un indeciso mentre cresceva l’offerta politica (Berlusconi Ingroia Monti Grillo).
– Berlusconi stava nelle TV, Grillo nelle piazze e nel web: il Cs dov’era? La forza del PD sarebbero i territori, i sindaci, le analisi efficaci dei problemi locali e le proposte concrete: quali erano le idee concrete del PD per il Sud, la Sicilia, il Sud-Est e come sono state comunicate? Non è un caso che in Sicilia e nel Sud il Cs abbia avuto i risultati peggiori, arrivando terzo: chi non ha più votato Berlusconi ha votato Grillo: d’accordo, è un elettorato che ha preferito sostituire un pifferaio con un altro, ma perché avrebbero dovuto scegliere in massa il Cs?
– Berlusconi e Grillo fanno campagna elettorale 365 giorni l’anno, ogni anno: il Cs (forse) nemmeno sotto elezioni.
– La fascia di italiani attualmente in maggiori difficoltà sono gli under 40, che in genere o non lavorano o sono precari, non possono accendere un mutuo per la casa o per un’attività imprenditoriale: che gli ha detto chiaramente il Cs?
– Che ha urlato il Cs sul taglio netto e definitivo ai costi della politica?
– Il PD avrà il maggior numero di donne elette (il 42 %) e – fra i partiti già presenti in Parlamento – il più alto numero di “nuove entrate” (il 65 %): perché il PD non lo ha detto?
– Allo ZEN di Palermo e nelle periferie urbane meridionali il voto è migrato da Berlusconi a Grillo (i giovani hanno convinto genitori nonni zii a votare 5 Stelle): il fiasco di Ingroia e l’insuccesso di SeL hanno riproposto il vero problema della Sinistra di questi 20 anni: la difficoltà a coinvolgere quello che sarebbe l’elettorato naturale della Sinistra: il lumpenproletariat e il proletariato.
PROPOSTE
Bisogna:
– capire che ormai si è in campagna elettorale perenne;
– ripartire dalla partecipazione: coinvolgere i cittadini delle primarie, a Scicli come a Ragusa e a Roma, farli diventare protagonisti anche grazie a Internet (blog, FB, mailing list,…) e da azioni concrete sul territorio (pulizia di spiagge, adozione del verde, etc…);
– ricominciare dai territori, dalle amministrazioni locali: è indicativo che gli stessi elettori che alle Politiche nel Lazio e in Lombardia hanno scelto Grillo per una scelta in fondo ideologica, alle Regionali hanno votato per Zingaretti e Maroni perché nel voto locale vince chi dà garanzia di (maggior) capacità amministrativa;
– analizzare quindi i problemi di Scicli – Ragusa – Sud-Est e proporre soluzioni concrete e fattibili per agricoltura, turismo, infrastrutture (aeroporto di Comiso, autostrada Siracusa-Gela),…;
– recuperare gli under 40 (e le over 65…);
– dare segnali precisi sui costi della politica, anche con scelte che anticipino il legislatore: rifarsi agli esempi virtuosi di Crocetta, che taglia le Province, e dei Consigli Regionali di Emilia-Romagna e Toscana, che hanno già eliminato le pensioni per i consiglieri; utilizzare il finanziamento pubblico, ad esempio, per progetti mirati ai giovani, o al recupero delle case popolari (proposta Renzi).
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