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21/06/2013 11:45

I ragusani a Beppe Grillo: Vai a parlare in tv!

Per Federico Piccitto sindaco

di Redazione

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Beppe Grillo
Beppe Grillo

Ragusa – “Grillo vai in tv per ripetere quello che hai detto a noi, fissando i paletti tu che la televisione la conosci bene”. È l’invito, pressante, rivolto da numerosi dei partecipanti al leader del M5s a un incontro elettorale a Ragusa.

Lui, in piedi su una sedia, replica al confronto serrato con la gente, ma in tv non andrà, tranne per “parlare in diretta”.”Adesso persone del Movimento 5 stelle preparate – spiega – andranno in televisione, ma per non sentire più menzogne sul nostro conto, non per ampliare la platea: non mi interessano le persone che stanno a casa, devono cominciare a pensare in un altro modo”. A chi gli contesta che “la rete è per pochi”, Grillo replica: “Avete tutti un telefonino, il mondo adesso è lì, la televisione è uno schermo dentro al quale ci sarà tutto”. Ma non lui…

Grillo è tornato in Sicilia per sostenere Federico Piccitto, il candidato sindaco di Ragusa che al ballottaggio se la gioca alla pari con il candidato del centrosinistra. Grillo sa bene che una eventuale vittoria del pentastellato darebbe una svolta alla fallimentare campagna delle amministrative, che ha visto il suo M5s perdere molti consensi.

“Il calo del Movimento 5 Stelle alle ultime amministrative – sostiene Grillo – era prevedibile, perchè avevamo avuto troppo successo in breve tempo, e per questo forse in parte è stato meritato. C’è stata tanta gente che non ha capito che votare 5 Stelle significa partecipare, e invece ci ha scelti per ribrezzo degli altri. Abbiamo perso perchè magari volevano vedere la vecchia politica, ma noi siamo un’altra cosa. Quindi un piccolo calo c’è stato, ma ci stiamo riprendendo”.

“Dicono che sono come Ceausescu”, ma io sono “contro il leaderismo che deve scomparire. I leader dovranno essere le persone, i cittadini dovranno riappropriarsi delle istituzioni. La nostra non è una rivoluzione: è il senso di un mondo diverso”. E in questo contesto, spiega Grillo, il M5s è “l’unico baluardo che tenga la democrazia nel Paese” evitando che “ciascuno si faccia giustizia da sè, nell’anarchia totale”. E quindi, invita Grillo, “Vi prego: prendiamo insieme questo treno e vediamo dove ci porta”.

Inevitabile il riferimento ai dissidenti. “È fisiologico, ci sta, che su 163 parlamentari 3 vadano via, è uno scilipotismo dell’anima. Io un epuratore? Ma loro sono ancora lì con il loro stipendio esattamente dove erano prima. Non c’è una legge che li obbliga ad andare via. Sarà una loro decisione. Non mi riguarda”.

“Abbiamo fatto qualche errore nella comunicazione, c’è stata qualche leggerezza in streaming, ma siamo un movimento giovane. Il nostro movimento non è appetibile dal punto di vista finanziario: prendi, stando a Roma, 2.700 euro al mese e fai due legislature e te ne vai. Quindi o sei appassionato o te ne vai. Stiamo facendo una rivoluzione”.  In corso “c’è la terza guerra mondiale, ma non la fanno con i carri armati, la fanno con le banche, la finanza e la politica. Bisogna andare in Europa con la faccia di dire: signori è cambiata, da oggi l’Italia cambia…”.

 

 

 

Letta, il peggior premier della storia

 

Parlando agli agricoltori nella provincia di Ragusa, Beppe Grillo è stato chiaro: “Andiamo alle elezioni di nuovo e le vinciamo”.

“Berlusconi è tornato grazie a voi! Questo è il comune sentire dovuto a una cattiva informazione”, ha detto Grillo. “Il Pd voleva avere al Senato la maggioranza con i nostri senatori, ci hanno chiesto senatori, non di governare insieme”, ha aggiunto nel suo intervento diffuso in diretta streaming. “In fondo – ha concluso – noi siamo il primo partito e non ci hanno offerto nessuna carica”. “Possiamo andare alle elezioni di nuovo, e ci andremo a breve, le vinciamo e allora andiamo a rinegoziare tutto quello che ci ammazza”, ha detto ancora guardando all’Ue e agli obblighi comunitari al centro delle critiche dei suoi interlocutori.

 

Ieri alle sette del pomeriggio aveva arringato una piccola folla (“Non siete tanti, come mai?”) in piedi su una sedia nel giardino pubblico di Villa Margherita. C’erano giovani, donne e pensionati ad ascoltarlo e in tanti gli hanno chiesto di “uscire dal blog e andare in televisione”. Lui prima ha protestato poi li ha esortati ad entrare loro sul web, infine ha accettato la sfida: “Io sono disposto anche ad andare in tv, anche su Rai 3, ma in diretta, alle mie condizioni. Adesso persone del Movimento 5 stelle preparate andranno in televisione, ma per non sentire più menzogne sul nostro conto, non per ampliare la platea”. Ai ragusani poi ha promesso: “I partiti non esistono più, Berlusconi e Letta sono un ologramma. Tra cinque mesi avremo il 40 per cento”.

 

Su Letta il parere del leader dei 5Stelle è duro. E affidato al suo blog. “Il peggior premier” dal dopoguerra ad oggi, ma gli italiani, al più tardi la prossima primavera, lo “licenzieranno in tronco”. Prima, però, Enrico Letta “bacerà il culo di Berlusconi”, ha tuonato in un post. Dopo la fase ‘dire, fare, baciare’ – ha scritto – al premier resterà solo il testamento.

 

Poi l’affondo al premier: “Chi da bambino non ha giocato a ‘Dire, fare, baciare, lettera, testamento’? Il Nipote di suo Zio, Capitan Findus Letta sicuramente conosce la tiritera. Lo si capisce da come la applica passo dopo passo. Nel primo mese c’è stata la fase del Dire, del salvataggio del Paese, del senso di responsabilità, delle priorità irrinunciabili del lavoro, dell’occupazione, dei conti pubblici. Una fase in cui il Nipote ha dato il meglio di sè con l’annuncio della fine del finanziamento pubblico ai partiti mai avvenuto”.

 

In contemporanea da Modica, Matteo Renzi rilancia: “Grillo alle prossime elezioni praticamente scomparirà. Non sono particolarmente stupito dall’involuzione dei Cinque stelle. Si riassorbiranno, il Pd alle elezioni tornerà a conquistare gli elettori che ha dato in prestito a Grillo, e se il centrosinistra che ho in mente riuscirà ad affermarsi sono convinto che daremo vita a un Pd che valga più del 40 per cento”, ha detto il sindaco di Firenze Matteo Renzi in un’intervista al Foglio. “Oggi dovrebbe essere chiaro che è stato il Pd, con le sue carenze e con i suoi balbettii, a far andare così forte i Cinque stelle, e che quello delle ultime elezioni è stato un nostro infortunio, non altro”, ha detto Renzi. “Per questo mi piacerebbe che il mio partito si concentrasse sulla conquista degli elettori di Grillo e la smettesse di pensare a certi giochini con loro in Parlamento”.

 

L’augurio che “il risultato del voto confermi come è accaduto nel resto d’Italia anche qui in Sicilia ciò che è avvenuto al primo turno”, è anche quello del segretario del Pd, Guglielmo Epifani. “Abbiamo i ballottaggi nelle tre grandi città, ma anche in altri piccoli centri di questa e di altre province”, ha detto ieri in una conferenza stampa a Catania, a fianco del neo sindaco Enzo Bianco. “Sono qui – ha spiegato Epifani- per augurargli buon lavoro. Le città e la Sicilia hanno bisogno di sindaci che sappiano fare il loro mestiere”.