Cronaca
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21/06/2013 23:00

I funerali di Marco Bonuomo a Camerino. La salma sarà tumulata a Scicli

L’ultimo abbraccio

di Redazione

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Macerata – Saranno celebrati domani, sabato 22 giugno, i funerali di Marco Buonomo, il centauro morto in seguito ad un incidente stradale avvenuto a Torre del Parco di Camerino lo scorso mercoledì, mentre era in sella alla sua Ducato 1098. 

La Procura ha concesso il nullaosta dopo l’spezione cadaverica che era stata disposta.

Buonomo, che nei momenti immediatamente successivi all’incidente era cosciente, è spirato all’Ospedale regionale di Torrette, dove era stato trasportato in eliambulanza.

La funzione si terrà nella chiesa di Santa Maria in via, a Camerino, alle ore 12.

Da qui la salma sarà trasferita nel cimitero di Scicli. 

 

 

 

 

Le testimonianze di affetto

 

 

In queste ore c’è un viavai di amici e parenti a casa dell’operaio, che abitava nel quartiere Feggiani con la compagna Barbara Branchesi, parrucchiera molto conosciuta, con un negozio in corso Italia, e i due figli maschi di lei. Sono giunti da Scicli i familiari dell’uomo, dipendente dello stabilimento Indesit di Albacina in cassa integrazione, che era residente da anni a Castelraimondo, dopo aver lasciato la sua città di origine alla fine degli anni Novanta. Si era inserito molto bene, condivideva con tanti amici la sua passione per le moto, che ultimamente erano diventate anche un’occasione di lavoro. 
Da circa cinque anni era entrato a far parte del direttivo del Motoclub Camerino, città dove è molto conosciuto e stimato. Fino a due anni fa aveva disputato gare di enduro amatoriali, poi un infortunio in gara lo aveva fatto decidere per uno stop temporaneo. 
Negli ultimi tempi aveva aperto in località Torre del Parco un’officina e vendeva ricambi per moto on line. 
“Per me era come un fratello – lo ricorda Stefano Ronconi, presidente del Motoclub Camerino – era amico di tutti, sempre disponibile, era uno di famiglia, molto attivo nel direttivo e c’era sempre per i ragazzi del Motoclub. Se serviva una mano con una moto lui subito si dava da fare, era un ottimo meccanico. La sua morte ci ha gettato tutti nella disperazione. Avevamo con lui un legame fraterno, era una persona eccezionale, altruista e generoso. Sto ricevendo un sacco di telefonate da ieri, era conosciuto in tante zone d’Italia”. A Castelraimondo lo si vedeva passare con la sua moto, sempre pronto a scambiare una battuta con tutti, cordiale ed affabile. “Era sempre sorridente – lo ricorda un coetaneo – faceva sempre casa, officina, fabbrica, non amava mettersi in mostra, ma era disponibile con tutti, una persona squisita”.