Nuova sede al Busacca
di Redazione


Scicli – Nella mattina di venerdì 14 giugno, corrispondente alla Giornata mondiale della donazione, Scicli ha vissuto un momento storico. Anzi due: l’apertura ufficiale della nuova sede dell’Avis all’interno del Presidio ospedaliero Busacca e la prima procedura di donazione in plasmaferesi, con il nuovo separatore cellulare.
Una nuova sede necessaria, visto che la vecchia sede di via S. Filippo mancava ormai di alcuni requisiti strutturali di sicurezza previsti dalle ultime leggi per i centri di raccolta sangue. Una nuova sede concessa grazie alla sensibilità e alla celerità dimostrata dal Commissario straordinario dell’Asp 7 Angelo Aliquò, che dal suo insediamento non ha perso tempo nell’accogliere in maniera definitiva la richiesta del presidente Salvatore Lutri che si trascinava da alcuni anni. Per inaugurare i nuovi locali all’interno del Padiglione G (ex dialisi ed ex Pronto Soccorso provvisorio) al Busacca sono arrivati i vertici dell’Asp 7 (Aliquò, che ha tenuto a sottolineare «abbiamo fatto solo il nostro lavoro»; i due dottor Bonomo, Aprile ecc…) ma anche dell’Avis locale (il presidente Lutri e buona parte del Direttivo), provinciale (il presidente Poidomani, il direttore sanitario Garozzo, il segretario Agnello) e regionale (il neo presidente Mandarà), oltre che le autorità civili (il sindaco Susino), militari e religiose (Don Salvatore Giurdanella) per l’immancabile benedizione.
Cerimonia che a Scicli, così come a Modica e Comiso nella stessa mattina, è stata contraddistinta dalla sobrietà e dalla soddisfazione. Nei vari interventi di ringraziamento è stata spesso sottolineata l’importanza dello stretto rapporto di collaborazione esistente tra l’Azienda Sanitaria e l’Avis Provinciale di Ragusa che, fondandosi su un’azione sinergica, di sistema, ha prodotto risultati significativi nell’ambito della promozione e della raccolta del sangue, puntando sui livelli di qualità e di sicurezza a tutela dei donatori e dei riceventi, dimostrando quindi che è possibile raggiungere in alcuni campi risultati d’eccellenza, con l’affermazione di un’idea della salute realmente rispondente ai bisogni della comunità.
Forte della nuova e funzionale sede, del separatore cellulare per le donazioni in aferesi finalmente attivo e della certificazione di qualità ottenuta – è stato ribadito più volte – per l’Avis di Scicli si aprono le migliori possibilità di ulteriore crescita nei prossimi anni, in un territorio generoso e dalle potenzialità in buona parte inespresse.
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