Alla faccia di chi ci vuole male
di Redazione


Scicli – La sera fissata per l’inaugurazione era sabato 29 giugno. E il 29 giugno il Kiosco del lungomare di Sampieri è stato inaugurato.
C’è un particolare, però. Venerdì 28 giugno, alle cinque e mezzo del mattino, qualcuno ha posato una bottiglia di benzina accanto al Kiosco in attesa di inaugurazione e l’ha incendiata. Della struttura in legno è rimasta solo la cenere.
Un atto intimidatorio che avrebbe tagliato le gambe a chiunque, ma non ad Andrea Agosta e a suo figlio Eugenio. E soprattutto, ai ventidue amici di Eugenio che hanno lasciato perdere il lavoro e gli impegni e in poco più di ventiquattro ore hanno ricostruito il Kiosco.
“La data dell’inaugurazione del locale era fissata per sabato sera e sabato sera mio figlio Eugenio e i suoi 22 amici, davanti a tantissime persone che sono venute a manifestarci la loro solidarietà, hanno aperto. Come se nulla fosse. Perché è questa la migliore risposta”, racconta Andrea Agosta. “E non è finita. Perché entro giovedì completeremo il chioschetto, la cui prima parte ricade sul demanio marittimo, con un’altra struttura su area comunale”.
Il ben servito è arrivato caldissimo sulla tavola degli incendiari che hanno lasciato scorrere la benzina incendiata sulle tavole di legno del locale. Caldo e amaro.
La risposta migliore a chi pensava di stoppare un’attività imprenditoriale, che fa da riferimento da quando al lungomare non esistono più i bar.
“E’ stato uno spettacolo vedere tanti giovani impegnarsi, chi in opere di carpenteria, chi a sistemare impianti, chi a occuparsi di logistica –prosegue Andrea Agosta-. Per un giorno e una notte, circa venticinque persone, compresi i componenti della mia famiglia, abbiamo lavorato senza mangiare, senza dormire, senza guardare a orari. Bisognava ricostruire il chioschetto e lo abbiamo fatto. Cancellando le tracce del torto subito. Perché Sampieri non merita di passare come un luogo dove si incendiano le attività imprenditoriali”.
Già, il torto subito. Su quello indagano i carabinieri.
Intanto, l’attività di somministrazione bevande ha iniziato a lavorare e giovedì prossimo entrerà a pieno regime con la nuova ala che poggia sul lungomare Miramare.
Un colpo di reni e una reazione d’orgoglio che fa onore alle quasi trenta persone che hanno lavorato due giorni per arrivare all’appuntamento con gli avventori. Inaugurazione doveva essere e inaugurazione è stata. All’ingresso del locale un cartello con una parolaccia tipica modicana, a mo’ di interiezione, e un incitamento: “Rapiemu!”. Apriamo. Ce l’abbiamo fatta. Alla faccia di chi ci ha voluto male.
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