Lettera di una dipendente
di Lettera firmata


Modica – Finisce qui la mia avventura a VideoMediterraneo. E con me anche una quindicina di colleghi. Dopo 9 anni, e per alcuni anche 13, l’Azienda ci ha dato il benservito. Nessuna polemica o critica sulla decisione presa, del resto l’Azienda non può più permettersi un organico corposo, ma un rammarico, quello sì. Siamo stati messi alla porta dopo due anni di agonia, in silenzio, sottovoce. Non una stretta di mano, né un “grazie” come se la grandezza di VideoMediterraneo non dipendesse anche dai suoi dipendenti.
Hanno affidato tutto ad una semplice e fredda raccomandata A/R, senza preavviso, né comunicazione precedente di alcun genere.
Ci saremmo aspettati non una telefonata, del resto 20 chiamate a tempo di crisi hanno il loro costo, ma almeno un incontro non per giustificare o spiegare, ma semplicemente per comunicare in modo umano una decisione ormai non più rinviabile. E parliamo di quella stessa umanità tante volte sbandierata davanti alle telecamere in diverse occassioni, vantata come segno distintivo nei rapporti tra l’Azienda e i dipendenti. E ora, al momento opportuno, neanche l’ombra. Ci hanno messo alla porta senza neanche avere il coraggio di guardarci in faccia. La crisi ha stritolato l’Azienda ma anche le menti e gli animi. O forse abbiamo semplicemente conosciuto il vero volto di una realtà nascosta dalla neve che, ai primi raggi di sole, si è sciolta. Ai colleghi licenziati auguro di trovare quanto prima un lavoro dignitoso che sappia valorizzare le nostre capacità, perché, se eventualmente qualcuno ancora non se n’era accorto, siamo tutti dei professionisti, con i nostri limiti, i nostri difetti, ma seri e onesti. Agli ex colleghi rimasti, e per certi aspetti “fortunati”, rivolgo un grosso in bocca al lupo perché i frammenti di realtà che di tanto in tanto trapelano verso l’esterno, disegnano una situazione non rosea e non solo per le mensilità (in alcuni casi veramente tante) ancora da percepire.
A tutti buona strada e buona vita.
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