Scoperto il movente del parricidio
di Redazione


Comiso – Mirko Bottari ammette.
Rivela il movente del parricidio.
Ha appiccato le fiamme sul corpo del proprio padre, Vincenzo Arcidiacono, animato da sentimenti di profondo rancore nei suoi riguardi poiché a suo dire intendeva donare tutti i propri risparmi alla badante.
Le prime ammissioni rese dal Bottari alla Polizia hanno confermato le persistenze di dissidi tra i due: il giovane ha riferito di una lite avuta la sera prima con il padre, in occasione della quale era andato in escandescenze, ed al termine della quale si era allontanato da casa per poi farvi rientro
La mattina successiva ulteriori altri diverbi ed insanabili incomprensioni, facevano maturare al Bottari l’idea di uccidere il padre.
Dopo aver prelevato un contenitore – si recava presso un vicino distributore automatico ove prelevava benzina, facendo immediatamente ritorno a casa.
Nel frattempo, dopo aver consumato il pranzo, l’anziano cieco rimaneva solo e dopo aver fatto una doccia si imbatteva nuovamente nel figlio, il quale, approfittando del fatto che il padre si trovasse sdraiato a letto per il consueto riposino pomeridiano, gettava la benzina addosso all’uomo, così appiccando il fuoco e lasciando il padre bruciare vivo, dandosi alla fuga da un’uscita secondaria.
Ora Mirko è piantonato da due poliziotti in una camera della divisione di Medicina dell’ospedale Regina Margherita di Comiso.
Sino a tarda sera il giovane, che presenta ustioni di primo e secondo grado alle mani e alle gambe, è stato interrogato dal sostituto procuratore della Repubblica di Ragusa, Federica Messina, delegata a seguire il delitto di Comiso.


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