Attualità
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21/10/2013 13:00

Immigrati: comunita’ arabe, vittime naufragio meritavano funerali religiosi

di Redazione

Calcio: Palermo; Corini, ci abbiamo provato ma è finita pari
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Roma, 21 ott. “Dovevano essere funerali religiosi, con i rappresentanti di tutte le confessioni, per dare una svolta in più al dialogo interreligioso e al rispetto dei diritti umani e dare un segnale all’Europa”. Foad Aodi, presidente del Comai, la Comunità del Mondo Arabo in Italia parlando all’Adnkronos esprime rammarico e disaccordo per le modalità previste per la cerimonia di oggi pomeriggio ad Agrigento, in ricordo delle vittime del naufragio di Lampedusa. “Prima dovevano essere fatti a Lampedusa e invece vengono fatti ad Agrigento, si pensava fossero presenti anche i superstiti e invece non lo saranno denuncia Aodi Chi è morto non è responsabile della sua posizione amministrativa, se ha o non ha il permesso di soggiorno. Siamo arrivati ad avere una cerimonia mordi e fuggi. Ci aspettavamo maggiore chiarezza”. La cerimonia di commemorazione, secondo il presidente del Comai, “doveva essere l’occasione per una svolta di solidarietà e di condoglianza verso i morti che non hanno colpe. Non possiamo considerarli ancora clandestini, sono persone, profughi, in fuga”. Esprime delusione anche nei confronti dei rappresentanti istituzionali italiani: “Ci aspettavamo un intervento più forte e incisivo, anche dal ministro dell’Integrazione che, ad esempio, doveva imporre i funerali di Stato e religiosi”, dove sarebbero state rappresentate le diverse religioni delle vittime. “Vogliamo atti concreti non solo polemiche tra la Kyenge e alcuni partiti. Ho difeso la ministra dal primo giorno ma ora ci sta deludendo”, conclude il presidente.