di Redazione

Palermo, 21 ott. “Vi chiedo di aprire il vostro cuore, di acuire la vostra intelligenza e sapienza, per uno sforzo ulteriore (e più grande) nell’accogliere i fratelli profughi che sbarcano nelle nostre coste, intensificando ciò che già spontaneamente si fa o si è fatto da parte di singole comunità ecclesiali e da tante persone di buona volontà”. A lanciare l’appello è monsignore Antonio Staglianò, vescovo di Noto (Siracusa), in una lettera indirizzata al clero. Dal presule arriva un invito alle parrocchie e alle comunità religiose a “verificare le loro possibilità attuali di accoglienza, in termini di strutture idonee e già pronte e, soprattutto, di un’adeguata rete di volontariato per l’accompagnamento. Chiedo dunque ai vicari foranei dice il vescovo di Noto di fornire al più presto una mappatura di queste strutture, quanto più estesa al momento e senza ‘scremature particolari’. Le varie ipotesi potranno poi essere meglio precisate attraverso un raccordo con la Caritas diocesana, che farà da tramite anche per ogni contatto istituzionale da parte delle realtà ecclesiali della nostra diocesi”. Alle iniziative di accoglienza di immigrati e profughi saranno destinate anche “le offerte dell’Avvento di fraternità di quest’anno” spiega monsignor Staglianò nella lettera, precisando anche che “ci uniremo poi a tutte le iniziative attraverso le quali si richiedono leggi adeguate con cui riconoscere la dignità e il diritto alla vita di ogni persona che fugge dalla guerra e da persecuzioni e con le quali s’invocano forme di asilo e corridoi umanitari. Facciamo altresì nostra la proposta dice ancora di una Conferenza del Mediterraneo “. Nel frattempo, “sul piano più immediatamente operativo e progettuale, vi comunico conclude di aver istituito una Commissione tecnica che per conto della Diocesi dovrà interloquire autorevolmente con le Prefetture di Siracusa e di Ragusa”.
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