di Redazione

Le contestazioni non hanno risparmiato l’ambasciatore eritreo in Italia Zemede Tekle Woldetatios, che al termine della cerimonia è stato costretto ad allontanarsi di corsa dalla tribuna autorita’ dove si trovava. “L’unica cosa importante è che l’Italia mantenga la promessa e riconsegni le salme alle loro famiglie in Eritrea”, chiede invece Deres Araya, presidente della Comunità Eritrea in Italia, che non vuole commentare la cerimonia di Agrigento. “Se religiosa o laica, interessa poco. E’ fondamentale, invece che le nostre salme possano trovare sepoltura nella loro terra, vicino alle loro famiglie. Altrimenti, secondo le nostro tradizioni, i familiari rimarranno straziati per sempre”. E gli eritrei sopravvissuti al naufragio del 3 ottobre arriveranno domani a Roma scorso davanti alla costa di Lampedusa. A darne notizia il presidente della commissione Diritti Umani Luigi Manconi nel corso della conferenza stampa in Senato con il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini. “Arriveranno nella capitale ha detto Manconi dove hanno trovato ospitalita’”. L’Assessorato capitolino al Sostegno Sociale e Sussidiarietà, che sta seguendo a stretto contatto con il Ministero degli Interni le procedure per lo spostamento e l’accoglienza in città dei superstiti della strage di Lampedusa, rende noto infatti di essere in attesa, dal Viminale della data di arrivo dei rifugiati. La città è pronta ad accogliere i richiedenti asilo, come già dichiarato dal sindaco Marino, non appena il ministero degli Interni terminerà le procedure necessarie.
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