di Redazione

“Se avessi dovuto fare appello al ‘codice deontologico’ dice ancora , non avrei potuto aderire neanche al gruppo parlamentare dei Dr. Avrei dovuto, al contrario, prendere le distanze da chi è stato indagato per lo scandalo delle ‘promozioni facili’ al Comune di Catania, ovvero non avrei potuto sedere accanto a chi è indagato per simulazione di reato e calunnia aggravata. Ma non ho chiesto il rispetto di alcun codice deontologico per farne un uso distorto e strumentale, come si e’ preteso di fare rispetto al mio “caso”, che, ribadisco, non esiste”. “Ho dato mandato ai legali conclude Savona di promuovere immediate azioni civili e penali nei confronti di chi ha voluto farmi apparire come oggetto di indagini in corso niente poco di meno che per aver fatto affari con la mafia ed addirittura con Matteo Messina Denaro. Di affermazioni così gravi, chi le ha pronunziate e chi ci ha marciato sopra, risponderà davanti ad un giudice”.
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