di Redazione

Palermo, 24 ott. Dare una boccata d’ossigeno al comparto dell’edilizia, che attraversa un grave periodo di crisi, e definire regole certe e tempi rapidi per interventi nei centri storici cittadini. E’ l’obiettivo del ddl sul recupero del patrimonio edilizio nei centri storici, presentato oggi all’Assemblea regionale siciliana dai deputati del gruppo parlamentare del Megafono. Il testo prevede la possibilità di realizzare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e di ristrutturazione anche sulle facciate e sulle coperture degli edifici, per dare vita ad “abitazioni abitabili, oltre che l’insediamento di attività rivolte al turismo e al terziario, in modo da ricondurre i centri storici a quartieri della città in cui il cittadino è invogliato ad abitare”. “L’Ars deve necessariamente dare risposte alla gente ha detto il capogruppo del Megafono all’Ars, Giovanni di Giacinto . I centri storici siciliani sono andati in malora, non tutelati ma invasti di degrado e distruzione. Questo ddl serve anche a dare una mano all’economia della Sicilia”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Nello Dipasquale, secondo il quale “in Sicilia è stata bloccata l’edilizia minore per costruire nell’aree di verde agricolo dove il terreno costa niente. Così i centri storici sono ingessati e stanno crollando. Questo ddl, che è a costo zero, dà la possibilità di intervenire in queste aree per la loro riqualificazione e fa una radiografia delle esigenze concrete dei centri storici siciliani”. Il testo, inoltre, prevede la possibilità di demolizioni e nuove costruzioni solo per unità edilizie non qualificate e snellisce le procedure amministrative attraverso comunicazioni e pareri da parte dei tecnici che dovranno essere resi entro 30 giorni. “Uno dei mali della Sicilia ha detto Salvatore Oddo sono i blocchi imposti dalla burocrazia, che paralizzano tutto. Occorre allora che anche le Sovrintendenza non siano più viste come strumenti di veto, ma di sviluppo del nostro patrimonio. Con questo ddl si fornisce un elenco certo degli interventi che si possono realizzare nei centri storici della Sicilia”. Per Antonio Malafarina con il ddl si pone la parola fine “alle speculazioni edilizie che hanno trasformato periferie in quartieri dormitorio, desertificando i centri storici siciliani”.
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