Siccità
di Michele Farinaccio


Ragusa – Rispetto allo scorso anno, la produzione di olive nei monti iblei, stimata dall’Istat in 185 mila quintali, si è abbassata in media del 40 per cento. Lo rileva la Coldiretti di Ragusa che sottolinea, allo stesso tempo, anche l’ottima resa di olio prodotto in circa 6.000 ettari.
Il calo di quest’anno, secondo Coldiretti, è principalmente dovuto alla siccità e alla scorsa annata di carica che ha come conseguenza proprio il limitato raccolto 2013. Per questo le aziende in alcune parti della provincia di Ragusa, come a Chiaramonte Gulfi, storico e certamente più importante paese olivicolo del territorio ibleo, hanno già pronto l’olio nuovo.
Rimangono stabili, invece, sia il prezzo, che quest’anno si assesta intorno a 6,00 al litro per l’extravergine e 7 euro al litro per il prodotto certificato Dop, che la qualità del prodotto che in questi giorni e settimane sta facendo il suo ingresso sulle tavole dei ragusani.
“Diciamo – evidenzia il direttore di Coldiretti Ragusa, Gerardo Forina – che ci possiamo ritenere soddisfatti, soprattutto per la qualità, dato che restiamo su livelli molto alti e questo, ovviamente, aiuta la commercializzazione del prodotto”.
Fondamentale, in questo senso, il ruolo del Consorzio Olio Dop monti iblei, presieduto da Giuseppe Arezzo, che nasce proprio per tutelare e diffondere le qualità dell’olio prodotto nell’area dei Monti Iblei ed affermatosi subito come strumento operativo essenziale per la valorizzazione dell’olio extravergine di oliva.
“Le nostre attività – rileva Forina – sono indirizzate ad una maggiore fruizione e partecipazione delle aziende. Più un consorzio è partecipato, d’altra parte, più ha senso. Ma la partecipazione è anche strettamente collegata alle campagne di comunicazione ed alla tutela che viene garantita sia nei confronti del consumatore che del produttore stesso. Non mi vado ad associare ad un consorzio se poi il mio prodotto viene venduto allo stesso prezzo di chi sta fuori. Olio – ammette il direttore di Coldiretti – se ne commercialista troppo a ‘bocca di frantoio’, noi dobbiamo arrivare ad un prezzo giusto, in modo che il prodotto possa essere commercializzato su tutte le tavole. Scandaloso è quando si vede un olio che si presenta come 100% extravergine a prezzi stracciati nei banchi dei supermercati. In questo caso, evidentemente, c’è un problema di tracciabilità”.
Ed in questo senso, diventano fondamentali le campagne di comunicazione. “Stiamo lavorando in parte nelle scuole – prosegue – ma anche all’interno degli appuntamenti in campagna amica, e così come per l’olio, anche per tutti gli altri prodotti perché in molti casi non sempre il consumatore è così ben informato. Stiamo lavorando anche ad un grande evento in occasione dell’Agrem di Vittoria. Manifestazioni come Girolio? Possono essere utili se si creano dei contatti con i buyers della grande distribuzione – mette in evidenza Forina – Se l’olio deve essere venduto a Chiaramonte o il pomodoro deve essere venduto a Vittoria non abbiamo fatto niente. Dunque la possiamo considerare E’ stato un inizio, poi chiaramente bisogna vedere le ricadute economiche nel futuro, dal punto di vista della visibilità ce né stata sicuramente tanta, ma dobbiamo portare fuori i nostri prodotti, per nei paesi del Nord dove il consumo dell’olio stenta ancora a decollare. E per questo, ovviamente, serve l’impegno di tutti”.
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