Sciopero della fame
di Giovanna Cascone


Vittoria – Da oggi presidiano, pacificamene, la Prefettura di Ragusa al fine di attenzionare il rappresentante del governo e le istituzioni preposte sul grave problema delle aste giudiziarie. Altragricoltura torna in piazza per protestare contro un sistema che sta portando alla morte il mondo agricolo e i suoi migliori imprenditori.
La confederazione, insieme all’associazione Libera, l’Antiracket Sicilia, Sos impresa Sicilia, Articolo1 e l’imprenditore, Angelo Giacchi, inizieranno una nuova forma di protesta: i rappresentanti delle associazioni e i vertici di Altragricoltura presidiano la Prefettura, mentre Angelo Giacchi, inizia lo sciopero della fame.
Questo perché domani la sua casa e l’azienda di famiglia, tramandata da generazioni, saranno venduti all’asta. Un dramma sociale che oggi tocca la famiglia del vittoriese Giacchi, che ieri ha toccato altre famiglie (il caso Guarascio è emblematico) e domani potrebbe interessare altri cittadini. Motivo per cui Altragricultura, ieri mattina in conferenza stampa, ha voluto comunicare pubblicamente la modalità della protesta che parte oggi allo scopo di denunciare il grave clima sociale che il sistema delle aste giudiziarie sta generando. Il presidente nazionale di Altragricoltura, Tano Malannino dichiara: “Continua il dramma della vendita all’asta di case e aziende di imprenditori agricoli, anzi aumentano di giorno in giorno. Per questo motivo abbiamo deciso di organizzare un presidio davanti alla Prefettura per chiedere che venga inserita nella legge di stabilità del governo nazionale un articolato di legge che consenta il blocco della debitoria azienda agricole e una moratoria della debitoria. Provvedimenti che da anni chiediamo che vengano attuati. Il nostro intento è quello di far si che le aziende tornino ad avere reddito nelle campagne. Invece, assistiamo ad una realtà diversa: in tanti stanno continuando ad arricchirsi depredando le nostre case e aziende, bisogna fare dire basta, bisogna farlo con forza”. Ieri mattina nella sede ipparina di Altragricoltura c’era anche Angelo Giacchi, imprenditore vittoriese, che sta vivendo personalmente il dramma sociale della vendita all’asta di bene principali e dell’azienda di famiglia. Dopo quattro anni di amarezza la sua storia sembra giungere al termine: domani, infatti, la sua casa e l’azienda saranno vendute all’asta. Questo lo ha portato ad iniziare lo sciopero della fame. “Dalle 10 di oggi – dichiara Giacchi – sarò davanti alla Prefettura per attenzionare il prefetto sulla questione legata all’aste giudiziarie (aste che continuano imperterrite). Sono certo che il dramma che mi tocca da vicino rispecchi la situazione di centinaia di persone. Imprenditori che si sono visti vendere all’asta i beni principali di famiglia e le aziende, floride che davano lavoro a tante famiglie e che oggi non danno lavoro a nessuno”. Giacchi e i suoi compagni di viaggio resteranno davanti alla Prefettura sino a quando non riceveranno segnali di speranza. Intanto, iniziano ad arrivare i primi attestati di solidarietà. Il sindaco Giuseppe Nicosia dice “Occorre che le autorità intervengano per evitare altri eventi drammatici”.
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