di Redazione

Palermo, 8 nov. “Siamo stati torturati e maltrattati per giorni dopo essere stati sequestrati al confine tra il Sudan e la Libia da un gruppo di somali a bordo di pick up sotto le minacce delle mitragliatrici. Arrivati in una specie di campo, alcuni di noi sono stati picchiati con manganelli e sono stati sottoposti a scariche elettriche”. E’ l’agghiacciante racconto di uno degli eritrei sopravissuti al naufragio di Lampedusa in cui sono morti 366 eritrei. Gli eritrei superstiti sono rimasti per circa un mese nel “campo di concentramento” come lo chiama il Procuratore aggiunto Maurizio Scalia in conferenza stampa. Ter
© Riproduzione riservata