di Redazione

Torino, 10 nov. “Un’euforia all’ennesima potenza per un ritorno che sarebbe stato imminente e che in un attimo e’ diventata una tragedia senza fine di cui ancora oggi mi chiedo perche'”. Cosi’ Sabrina Brancato vedova del sottotenente dei carabinieri Giovanni Cavallaro, messinese di origine ma resistente a Nizza Monferrato, nell’astigiano, una delle 19 vittime della strage di Nassiriya , ricorda i giorni della tragedia. “Da allora nulla e’ stato più come prima ne’ per me ne’ per mia figlia che all’epoca aveva solo 4 anni aggiunge per quatto mesi ho dormito con la pagina di giornale che ritraeva mio marito tra le braccia e da allora per noi non c’e’ stato più alcun 19 marzo. Oggi mia figlia e’ una ragazzina volenterosa, che mi da’ molte soddisfazioni, ma la solitudine e’ diventata una costante della nostra vita. Il conforto di chi mi e’ stato vicino mi ha aiutato a reagire, ma a darmi coraggio e’ stato soprattutto il ricordo di mio marito, un uomo d’altri tempi, coraggioso, allegro e affettuoso”.
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