Il sovrintendente di polizia è Santo Ruggieri di 49 anni
di Michele Farinaccio


Vittoria – Imponevano i servizi di guardiania alle aziende agricole del vittoriese, anche attraverso la complicità di un ispettore di polizia, già in servizio presso il commissariato di Vittoria. Con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, all’alba di ieri la squadra mobile di Ragusa ed il commissariato di Comiso hanno dato esecuzione a quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti presunti affiliati alla famiglia Piscopo della cosa nostra gelese, oltre ad una quinta nei confronti di un poliziotto che è stato raggiunto dallo stesso provvedimento con l’accusa di favoreggiamento. Si tratta dei vittoriesi Massimiliano Avola, 37 anni; Francesco Guastella di 53 e dei cugini Enzo e Gianluca Rotante, di 43 e 36 anni. Il sovrintendente di polizia, da tempo assente dal servizio per motivi di salute, è Santo Ruggieri di 49 anni.
I provvedimenti sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Catania su richiesta della procura distrettuale Antimafia etnea diretta e coordinata dal procuratore Giovanni Salvi. Ieri, in conferenza stampa presso la questura di Ragusa, alla presenza del questore di Ragusa Giuseppe Gammino, del dirigente “pro-tempore” dello stesso ufficio Antonino Ciavola e del dirigente del commissariato di Vittoria Rosario Amarù, sono stati illustrati i dettagli dell’operazione che è stata denominata “Night watchman”.
A capo dell’organizzazione, Massimiliano Avola “personaggio – è stato spiegato – molto conosciuto a Vittoria e dall’alto spessore criminale, che sfruttava la propria posizione per ‘consigliare caldamente’ ai titolari d’azienda di affidare al gruppo i servizi di guardiania, tramite la società ‘La custode’ società che in realtà avrebbe potuto offrire soltanto servizi vari alle imprese, e non di certo quelli della guardiania notturna”. L’altro componente, Francesco Guastella, è un’ex guardia giurata, e già amministratore della società “La custode”; i cugini Rotante avevano invece l’incarico di riscuotere i proventi dell’attività illecita, nonché di porre in essere, a titolo di ritorsione, furti e danneggiamenti ai danni delle aziende che non accettavano i servizi imposti dall’organizzazione. Il sovrintendente di polizia, esterno all’organizzazione criminale, attraverso le proprie conoscenze, avrebbe anche svelato gli sviluppi delle indagini a Massimiliano Avola, a cui avrebbe dato numerosi consigli su come mettere in atto l’attività illecita.
“Una vera e propria attività sistematica di estorsioni – è stato chiarito in conferenza stampa – ai danni di molteplici imprenditori di Vittoria”.
La Custode
Decine e decine le aziende agricole del vittoriese che, volenti o nolenti, erano costrette a rivolgersi all’organizzazione sgominata ieri dalla polizia, che realizzava così ingenti proventi e che, avendo ormai raggiunto una sorta di regime di monopolio nel settore, aveva danneggiato economicamente le vere ditte di vigilanza, che erano state praticamente del tutto estromesse dal mercato.
Anche la stessa società “La custode” di Vittoria è stata raggiunta da un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Catania su richiesta delta procura distrettuale Antimafia etnea. All’interno dell’azienda i poliziotti hanno trovato numerosi monitor che vengono impiegati per la videosorveglianza.
Le indagini, che consistite principalmente in osservazione ed appostamenti sono cominciate nel 2012 e che sono state particolarmente difficili per l’assenza di denunce da parte dei titolari delle aziende (ma anche per il fatto che il gruppo non comunicava telefonicamente ma tramite ricetrasmittenti), hanno poi accertato e ricostruito abituali contatti e rapporti che il gruppo criminale, tramite il suo capo, Massimiliano Avola, aveva con esponenti di altre organizzazioni criminali di stampo mafioso. Per questo non sono esclusi sviluppi nel prossimo futuro, che potrebbero portare a nuovi provvedimenti. A supportare le teorie investigative degli inquirenti, tra l’altro, sono anche le testimonianze di alcuni collaboratori di giustizia che sono state fornite nel corso degli ultimi mesi.
Al blitz della scorsa notte hanno preso parte in tutto 25 uomini della polizia di stato che hanno notificato i provvedimenti presso le abitazioni o in alcuni luoghi di ritrovo, quindi sono scattate le diverse perquisizioni. I componenti dell’organizzazione non andavano in giro armati, proprio per non dare nell’occhio e camuffare ancora meglio la propria attività di “servizi alle imprese”, con quella che invece era una vera e propria attività di guardiania, imposta attraverso l’intimidazione di appartenere ad una consorteria mafiosa.
© Riproduzione riservata