Lettere in redazione
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06/08/2008 20:28

Una laureata ci scrive. La possibilità di guadagno sull’Isola. Dei famosi

di Redazione

Chiara Padua ha lavorato due anni fa nella produzione del programma L’Isola dei Famosi. Interviene in risposta a Socrathe, e al suo articolo su Luxuria: http://www.sciclinews.com/news/Socrathe.-La-comunista-famosa/0000005742

E’ difficile spiegare cos’è l’Isola per me. Io su un’isola, la Sicilia, ci sono nata e cresciuta. Io di quest’isola ho vissuto e vivo gli agi ed i disagi. Poi, in un momento della mia vita che definire difficile sarebbe un eufemismo, un’altra isola mi si è presentata. La possibilità di un’isola, come il titolo di un romanzo di Houellebecq. La possibilità di vivere e lavorare per due mesi per l’Isola dei Famosi, la prima edizione fatta in Honduras, nel 2006. Ecco che un’altra isola mi aiutava a crescere, mi insegnava nuove cose, mi procurava nuove amicizie, mi apriva orizzonti mai pensati, mi consentiva di ricominciare a respirare mentre sempre, ogni secondo, mi mancava il fiato. In verità, io sull’Isola vera e propria non sono mai stata. Io lavoravo in un albergo a 25 miglia dall’Isola dei famosi. Ma l’Isola era parte della mia vita. E’ parte della mia vita. Tutti mi chiedono, appena vengono a sapere della mia esperienza lavorativa, se è vera, l’Isola. Se davvero non mangiano, se davvero non hanno il bagno e come si lavano. Sì, è vera l’Isola. Esiste. E sì, davvero non mangiano e davvero non hanno servizi igienici e si lavano in mare con detersivi ecologici, biodegradabili.
Oggi, quando ho letto questo, ho pensato che l’Isola è il posto giusto. Perché dall’Isola si ricomincia o si naufraga definitivamente. Perché quando rischi di perdere tutto o tutto lo hai perso già, l’Isola è il luogo adatto. Perché metti distanza tra te ed il resto del mondo, focalizzi le cose importanti, risolvi i nodi. Le cifre che ogni anno compaiono sui giornali come compensi per i partecipanti vip sono altissime e non so se sono vere. Ma lo show business ha prezzi molti alti, in tutti i sensi. A braccetto vanno veline e calciatori, così come i loro compensi, probabilmente. E certo dietro la scelta di un vip di partecipare al reality, non c’è sola la possibilità di un’isola, come accadde due anni fa per me, ma anche la possibilità di guadagno. Sarebbe ipocrita puntare il dito: tutti abbiamo bisogno di soldi, a tutti fanno comodo degli euro in più, a tutti piacerebbe che ci offrissero un assegno cospicuo per abbronzarci su una spiaggia caraibica. Per contro, sull’Isola sei nudo. Sei tu con le tue paure, le tue debolezze, i tuoi pianti, le tue nostalgie, i tuoi lati antipatici, le tue fissazioni, i tuoi scazzi. Sei tu senza trucco. Io non vado nemmeno a fare la spesa senza la matita per gli occhi.
La scelta dell’ex onorevole Guadagno di andare sull’Isola ha qualcosa a che vedere con l’ideale comunista? Non credo, a parte l’idea di vita in comune tra vip e non famosi. Vladimir Luxuria, prima che parlamentare di Rifondazione nella scorsa legislatura, è laureata, ma è anche un’attrice (bravissima in Mater Natura, un film presentato al Festival di Venezia nel 2005, che non so quanto sia facile ritrovare). Dal mondo dello show business viene e lì torna, ora che sembra non ci sia più posto nel mondo per un certo ideale politico. Magari si sarà chiesta che fare e, come capita a tutti, magari ancora non lo sa. Ha forse qualcosa da perdere? L’Isola è allora il posto giusto per raccogliere i pensieri, per cominciare da capo, per rendersi agli occhi della gente una persona e basta e non un transgender che litiga con l’ex conduttrice di “Europa Europa” per quale bagno usare. Se poi per far questo si viene anche pagati…Alzi la mano chi direbbe di no.

Chiara Padua

Chiara con Luca Calvani, il vincitore dell’Isola