di Redazione
Meno 65% nel costo degli interessi.
In tempi in cui il costo del denaro è alle stelle, Confeserfidi, il maggiore Consorzio Fidi siciliano, offre finanziamenti al tasso agevolato del 2% e un abbattimento del costo totale degli interessi del 65%.
L’Approvazione dello Statuto di ConfeserFidi, con il primo Decreto firmato dal Dirigente del Dipartimento Finanza e Credito dell’Assessorato Regionale al Bilancio, rende infatti del tutto operative le nuove norme regionali (L.r. 11/2005) in particolar modo quelle che assicurano il contributo in conto interessi che abbassa il costo del denaro del 65%.
I numeri snocciolati dal presidente Bartolo Mililli, parlano chiaro. Totale finanziamenti concessi: 330 milioni di euro, finanziamenti nel solo 2007: 103 milioni di euro, totale pratiche di finanziamento erogate: 7235, totale soci al 31 dicembre 2007: 6000.
Confeserfidi adotta peraltro un software di Credit rating in tutto simile a quello delle banche.
Il sistema ha l’obiettivo di fornire al Confidi uno strumento standardizzato per la valutazione di affidabilità delle Piccole e medie imprese secondo le regole di Basilea 2 ed in linea con i vari approcci adottati dalle banche di Credit risk mitigation, ovvero di mitigazione del rischio di credito.
Il sistema si struttura in diversi distinti blocchi informativi: i dati anagrafici e sociologici dell’impresa; il bilancio (o alternativamente le informazioni economico-finanziarie desumibili dalla documentazione fiscale); i dati andamentali e pregiudizievoli forniti dal Crif; il questionario sulle caratteristiche dell’impresa e del mercato di riferimento, compilato dagli agenti territoriali, per valorizzare le componenti qualitative dell’impresa non riflesse nei dati quantitativi.
Il software costituisce per il Confidi il supporto per la gestione del rischio di credito del portafoglio garanzie e per le Pmi associate lo strumento per effettuare la diagnosi degli elementi di forza/debolezza, finalizzato al miglioramento del rating attribuito dalla banche affidanti.
Confeserfidi oggi è radicato nel territorio siciliano grazie alla presenza su 318 dei 390 comuni isolani, in un ottica di partnership con le imprese e con quanti creano ricchezza e sviluppo nel Paese.
“Oggi siamo nelle condizioni di poter lavorare per entrare a pieno titolo fra i Confidi sottoposti alla vigilanza della Banca d’Italia in base all’art. 107 del testo unico bancario, ovvero di diventare Banca della garanzia.”, spiega il presidente Mililli.
Centinaia di migliaia di aziende in Sicilia non sono ancora soci dei Confidi, ma non tutti i Confidi permettono alla banca di risparmiare.
Solo i confidi che diventeranno intermediari vigilati dalla Banca d’Italia e che si iscriveranno all’elenco speciale previsto dall’art. 107 del testo unico bancario consentiranno agli istituti di credito di ridurre al 20% gli accantonamenti.
I Confidi che hanno superato i 75 milioni di garanzie, in quanto assumono un ruolo socio-economico pubblico rilevante, sono stati obbligati dalla legge a diventare confidi 107.
E Confeserfidi ha superato abbondantemente tale limite, attestandosi, nel 2007, a quota 103 milioni di euro.
Mililli, tuttavia, invita le piccole imprese siciliane a non temere l’entrata in vigore dei rating di Basilea 2.
“E questo grazie soprattutto ad una marcata attenzione della nostra struttura alla pianificazione e a una gestione equilibrata dei rapporti con le banche, requisiti indispensabili per le imprese assistite dai consorzi fidi per accedere al credito bancario. Più complicata invece la posizione delle aziende non assistite, molto più esposte ai rischi del libero mercato e, dunque più deboli”.
Gli aumenti dei tassi interbancari che stiamo osservando sono frutto di incertezza (ciò penalizza le imprese). Le banche sono restie a prestare denaro ad altre banche, non sapendo quali saranno i rating delle loro controparti fra tre mesi, né le esigenze di liquidità che loro stesse avranno.
Orientamento agli utenti, capacità di comprenderne e anticiparne l’orizzonte delle aspettative e i bisogni, miglioramento continuo per il buon funzionamento dell’attività aziendale, approccio per processi. Attraverso queste maglie Confeserfidi, ha ottenuto tutte le certificazioni di qualità.
La certificazione di qualità è l’attestazione e l’accreditamento del buon funzionamento di sistema di gestione aziendale, secondo i principi disposti dalle norme Iso 9000: l’orientamento al cliente, la sua soddisfazione, la capacità di coglierne le attese, il miglioramento continuo per buon il funzionamento dell’attività aziendale, l’approccio per processi. Le procedure attraverso cui Confeserfidi presta garanzie per i propri associati sono state codificate in un sistema di protocolli, processi, prassi governate da una procedura regolamentare che permettono di raggiungere obiettivi di efficienza ed efficacia del processo di istruzione delle pratiche. Ciò rappresenta un vantaggio anche per le banche e per i commercialisti convenzionati: il loro lavoro risulta facilitato, perchè rivolto ai risultati, grazie alla certificazione di tutti i processi, testati e ritestati più volte, secondo la logica del servizio di qualità ai clienti finali (le imprese) e quelli intermedi (commercialisti, mediatori creditizi e le banche) La certificazione di qualità è una garanzia in più per gli associati Confeserfidi.
In tempi in cui il costo del denaro è alle stelle, Confeserfidi, il maggiore Consorzio Fidi siciliano, offre finanziamenti al tasso agevolato del 2% e un abbattimento del costo totale degli interessi del 65%.
L’Approvazione dello Statuto di ConfeserFidi, con il primo Decreto firmato dal Dirigente del Dipartimento Finanza e Credito dell’Assessorato Regionale al Bilancio, rende infatti del tutto operative le nuove norme regionali (L.r. 11/2005) in particolar modo quelle che assicurano il contributo in conto interessi che abbassa il costo del denaro del 65%.
I numeri snocciolati dal presidente Bartolo Mililli, parlano chiaro. Totale finanziamenti concessi: 330 milioni di euro, finanziamenti nel solo 2007: 103 milioni di euro, totale pratiche di finanziamento erogate: 7235, totale soci al 31 dicembre 2007: 6000.
Confeserfidi adotta peraltro un software di Credit rating in tutto simile a quello delle banche.
Il sistema ha l’obiettivo di fornire al Confidi uno strumento standardizzato per la valutazione di affidabilità delle Piccole e medie imprese secondo le regole di Basilea 2 ed in linea con i vari approcci adottati dalle banche di Credit risk mitigation, ovvero di mitigazione del rischio di credito.
Il sistema si struttura in diversi distinti blocchi informativi: i dati anagrafici e sociologici dell’impresa; il bilancio (o alternativamente le informazioni economico-finanziarie desumibili dalla documentazione fiscale); i dati andamentali e pregiudizievoli forniti dal Crif; il questionario sulle caratteristiche dell’impresa e del mercato di riferimento, compilato dagli agenti territoriali, per valorizzare le componenti qualitative dell’impresa non riflesse nei dati quantitativi.
Il software costituisce per il Confidi il supporto per la gestione del rischio di credito del portafoglio garanzie e per le Pmi associate lo strumento per effettuare la diagnosi degli elementi di forza/debolezza, finalizzato al miglioramento del rating attribuito dalla banche affidanti.
Confeserfidi oggi è radicato nel territorio siciliano grazie alla presenza su 318 dei 390 comuni isolani, in un ottica di partnership con le imprese e con quanti creano ricchezza e sviluppo nel Paese.
“Oggi siamo nelle condizioni di poter lavorare per entrare a pieno titolo fra i Confidi sottoposti alla vigilanza della Banca d’Italia in base all’art. 107 del testo unico bancario, ovvero di diventare Banca della garanzia.”, spiega il presidente Mililli.
Centinaia di migliaia di aziende in Sicilia non sono ancora soci dei Confidi, ma non tutti i Confidi permettono alla banca di risparmiare.
Solo i confidi che diventeranno intermediari vigilati dalla Banca d’Italia e che si iscriveranno all’elenco speciale previsto dall’art. 107 del testo unico bancario consentiranno agli istituti di credito di ridurre al 20% gli accantonamenti.
I Confidi che hanno superato i 75 milioni di garanzie, in quanto assumono un ruolo socio-economico pubblico rilevante, sono stati obbligati dalla legge a diventare confidi 107.
E Confeserfidi ha superato abbondantemente tale limite, attestandosi, nel 2007, a quota 103 milioni di euro.
Mililli, tuttavia, invita le piccole imprese siciliane a non temere l’entrata in vigore dei rating di Basilea 2.
“E questo grazie soprattutto ad una marcata attenzione della nostra struttura alla pianificazione e a una gestione equilibrata dei rapporti con le banche, requisiti indispensabili per le imprese assistite dai consorzi fidi per accedere al credito bancario. Più complicata invece la posizione delle aziende non assistite, molto più esposte ai rischi del libero mercato e, dunque più deboli”.
Gli aumenti dei tassi interbancari che stiamo osservando sono frutto di incertezza (ciò penalizza le imprese). Le banche sono restie a prestare denaro ad altre banche, non sapendo quali saranno i rating delle loro controparti fra tre mesi, né le esigenze di liquidità che loro stesse avranno.
Orientamento agli utenti, capacità di comprenderne e anticiparne l’orizzonte delle aspettative e i bisogni, miglioramento continuo per il buon funzionamento dell’attività aziendale, approccio per processi. Attraverso queste maglie Confeserfidi, ha ottenuto tutte le certificazioni di qualità.
La certificazione di qualità è l’attestazione e l’accreditamento del buon funzionamento di sistema di gestione aziendale, secondo i principi disposti dalle norme Iso 9000: l’orientamento al cliente, la sua soddisfazione, la capacità di coglierne le attese, il miglioramento continuo per buon il funzionamento dell’attività aziendale, l’approccio per processi. Le procedure attraverso cui Confeserfidi presta garanzie per i propri associati sono state codificate in un sistema di protocolli, processi, prassi governate da una procedura regolamentare che permettono di raggiungere obiettivi di efficienza ed efficacia del processo di istruzione delle pratiche. Ciò rappresenta un vantaggio anche per le banche e per i commercialisti convenzionati: il loro lavoro risulta facilitato, perchè rivolto ai risultati, grazie alla certificazione di tutti i processi, testati e ritestati più volte, secondo la logica del servizio di qualità ai clienti finali (le imprese) e quelli intermedi (commercialisti, mediatori creditizi e le banche) La certificazione di qualità è una garanzia in più per gli associati Confeserfidi.
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