di Redazione
Il Comune di Scicli confida nei “progetti sponda”. In una situazione di assoluta penuria finanziaria ed economica, l’amministrazione comunale spera nella assegnazione dei fondi residui di Agenda 2000, per rifinanziare opere già appaltate e realizzate e che ora potrebbero essere finanziate una seconda volta, liberando i mutui contratti a suo tempo con la Cassa Depositi e Prestiti per destinarli a nuove opere pubbliche.
“Ho chiesto un incontro con i funzionari dell’assessorato regionale alla presidenza per verificare la praticabilità di questo percorso”, afferma il deputato Orazio Ragusa. “Non c’è dubbio che se la Regione dovesse decidere per il finanziamento con fondi europei di opere già realizzate con altri fondi, ad esempio comunali, al fine di liberare risorse economiche, potremmo risolvere i problemi di molte amministrazioni locali, penso ad esempio a Modica, oltre che a Scicli, e a Pozzallo”.
Il meccanismo è semplice: un’opera pubblica è già stata finanziata ad esempio con un mutuo contratto dal Comune presso la Cassa Depositi e Prestiti. Poiché la Regione non è riuscita a spendere i soldi della programmazione 2000-2006, potrebbe decidere di rifinanziare opere già finanziate. Il mutuo contratto ad esempio per mettere in sicurezza una scuola a Scicli potrebbe essere ridestinato alla costruzione della piscina comunale.
Il deputato sciclitano ha chiesto un incontro con il dirigente dell’assessorato regionale alla programmazione, Robert Leopardi, che ha sostituito di recente Gabriella Palocci, per verificare la praticabilità di questa strada, di “finanza creativa”.
Diversi comuni in provincia, e in modo particolare quelli che insistono sul versante del comprensorio medicano, anche a causa delle note vicende dell’enorme credito maturato in favore di Scicli per il conferimento nella discarica sciclitana dei rifiuti, e mai onorato, versano in condizioni finanziarie drammatiche. Qualora l’assessorato alla Presidenza destinasse ai progetti sponda le risorse non spese nella programmazione 2000-2006 si libererebbero risorse finanziarie non indifferenti, che rappresenterebbero una enorme boccata d’ossigeno per le casse degli enti pubblici locali, incapaci anche solo di erogare gli stipendi ai dipendenti comunali.
Il percorso è tracciato, dipende dalla volontà politica regionale percorrerlo sino in fondo.
“Ho chiesto un incontro con i funzionari dell’assessorato regionale alla presidenza per verificare la praticabilità di questo percorso”, afferma il deputato Orazio Ragusa. “Non c’è dubbio che se la Regione dovesse decidere per il finanziamento con fondi europei di opere già realizzate con altri fondi, ad esempio comunali, al fine di liberare risorse economiche, potremmo risolvere i problemi di molte amministrazioni locali, penso ad esempio a Modica, oltre che a Scicli, e a Pozzallo”.
Il meccanismo è semplice: un’opera pubblica è già stata finanziata ad esempio con un mutuo contratto dal Comune presso la Cassa Depositi e Prestiti. Poiché la Regione non è riuscita a spendere i soldi della programmazione 2000-2006, potrebbe decidere di rifinanziare opere già finanziate. Il mutuo contratto ad esempio per mettere in sicurezza una scuola a Scicli potrebbe essere ridestinato alla costruzione della piscina comunale.
Il deputato sciclitano ha chiesto un incontro con il dirigente dell’assessorato regionale alla programmazione, Robert Leopardi, che ha sostituito di recente Gabriella Palocci, per verificare la praticabilità di questa strada, di “finanza creativa”.
Diversi comuni in provincia, e in modo particolare quelli che insistono sul versante del comprensorio medicano, anche a causa delle note vicende dell’enorme credito maturato in favore di Scicli per il conferimento nella discarica sciclitana dei rifiuti, e mai onorato, versano in condizioni finanziarie drammatiche. Qualora l’assessorato alla Presidenza destinasse ai progetti sponda le risorse non spese nella programmazione 2000-2006 si libererebbero risorse finanziarie non indifferenti, che rappresenterebbero una enorme boccata d’ossigeno per le casse degli enti pubblici locali, incapaci anche solo di erogare gli stipendi ai dipendenti comunali.
Il percorso è tracciato, dipende dalla volontà politica regionale percorrerlo sino in fondo.
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