di Redazione

Ho troppo rispetto per tutte quelle persone che hanno sottoscritto una nota di solidarietà nei confronti di Tommaso Fonte e di quei partiti che hanno inteso assumere una posizione in questo senso aderendo ad un invito di un movimento che ha istituito un indirizzo e-mail e sul quale, però, è necessario fare chiarezza.
Mi chiedo: solidarietà rispetto a quale lesione di diritti o a mancati esercizi di elementari regole di democrazia? Da cosa è stato privato Tommaso Fonte nelle sue prerogative e legittime facoltà ? Il documento reso alla stampa dalla segreteria su questa vicenda fa chiarezza sui rapporti tra la CGIL e Tommaso Fonte e tutto si è mosso non solo nel rispetto delle regole statutarie ma avendo a riferimento, prioritariamente, il rispetto delle persona che ha fatto libere scelte nella consapevolezza di doverne poi accettare le regole e con esse quanto previsto dallo statuto della CGIL. Faccio fatica a credere che Tommaso Fonte voglia vestire i panni di una vittima o la parte di un perseguitato. E’ stato protagonista di importanti battaglie politico sindacali che gli hanno provocato tensioni e inquietudini.
Una persona come lui capisce benissimo che la battaglia sindacale può condursi da qualsiasi posizione e da qualsiasi incarico detenuto all’interno della CGIL: da Segretario Generale a semplice componente il direttivo sindacale. Il mio augurio è quello che non si continui ad enfatizzare la vicenda e non si alimenti un caso attorno a Tommaso Fonte. Saper uscire dalla scena è atto fondamentale per confermare la propria storia, i propri percorsi e un passato in perfetta linea con le scelte che la CGIL continuerà a fare anche a nome di quanti si sono succeduti alla guida di questo grande sindacato.”
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