La tastiera in tasca. A lanciarla sul mercato a partire da gennaio 2009, al prezzo di 150 euro circa, è la Celere
Technology, azienda catanese, presieduta dal cavaliere Mario De Felice, azienda che, pur se di nuova costituzione, vanta già numerosi brevetti. La tastiera virtuale ha fatto bella mostra di sé alla tredicesima edizione di Expobit, il salone euromediterraneo dell’Ict che porta in esposizione le ultima novità del mondo consumer, inaugurata ieri alle Ciminiere di Catania.
La Virtual Keybord permetterà di “mettere in tasca” le parole e portarle con sé. E lo si farà grazie ad un
dispositivo di 9 cen-timetri per 2, attra-verso tecnologia blue-tooth, che proietta fasci laser o a raggi infrarossi su una su-perficie piana di qual-siasi tipo, dando vita all’immagine di una tastiera tradizionale, una tastiera Qwerty a grandezza naturale. In sintesi funziona così: un sensore “in-telligente” riconosce il movimento delle dita sui tasti proiettati e invia al computer o al palmare connesso i singoli comandi. Non servono fili, cavi e borse pesanti, ma solo il cellulare o il Pda e anche il Personal computer. Sotto le dita, la Vkb produrrà anche il suono caratteristico delle battute. E, se si vuole, si può regolare la sensibilità del tocco e l’intensità della luce, oppure far scomparire all’improvviso l’immagine spegnendo semplicemente l’interruttore. La gamma delle applicazioni della tastiera tascabile è varia: dagli ambienti industriali a quelli sterilizzati e medici, dai tabletPC alle apparecchiature di prova. “Questo piccolo e semplice strumento – spiega De Felice – può portare enormi vantaggi nei trasporti: in auto, in aereo, in treno si può scrivere una lunga e-mail o un importante documento senza alcun problema”. E aggiunge: “La VKB è la novità del mondo consumer che cambia il modo dell’uomo di interfacciarsi con le tecnologie: strumenti sempre più piccoli ma potenti permettono di avere a portata di mano il lavoro e il divertimento. E soprattutto, nel panorama sempre più vasto della multimedialità, completano di funzioni quell’oggetto ormai immancabile e onnipresente nelle nostre vite: il telefonino. L’universo della comunicazione, sempre più vasto, vive allora in microchip sempre più minuscoli”.
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