di Redazione
Premesso che il partito in cui sono politicamente cresciuto e attualmente milito, l’Udc di Scicli, è degnamente e validamente rappresentato da una classe dirigente, da sempre, abituata al dialogo politico e ad un confronto, a volte incalzante ma sano dove tutte le posizioni sono validamente rappresentate.
Un partito che ha nel proprio DNA la democrazia, che da sempre crede o, meglio ancora, si fonda sulle idee e sui principi che hanno reso l’Italia il grande Paese che è oggi.
Il nostro principio morale fondante è il perseguimento del BENE COMUNE, il bene dei nostri concittadini, sia nel senso del benessere materiale sia nel senso della ricchezza di idee, quelle idee che attingono a piene mani dalla grande saggezza del mondo cattolico.
Credo, tuttavia, oggi sia necessario fermarsi tutti, un attimo, per riflettere su alcuni punti fondamentali che riguardano la situazione attuale e il futuro di Scicli.
Vi è a Scicli un eccessivo tasso di conflittualità politica che, al di la della normale dialettica tra i diversi schieramenti, viene condotta non nelle sedi appropriate attraverso i normali canali del dialogo e del confronto e con quel garbo istituzionale che, pur non essendo regola scritta, dovrebbe essere un costume generalmente accettato mantenendo i rapporti su un livello di civiltà e rispetto tra le persone.
In altre parole assistiamo spesso, grazie anche alla complicità di alcuni mezzi di informazione che favoriscono questo clima, a dei feroci, quanto sterili, scomposti attacchi a persone, partiti e rappresentanti delle istituzioni che hanno la sola funzione di spargere “fango col ventilatore”, molto spesso, senza che vi sia alcun fondamento di verità. E’ un gioco al massacro che, prima di tutto, fa il male della Città trascinando con sé, come fosse un fiume in piena, qualsiasi possibilità di lavorare insieme per rendere migliore Scicli.
Ancora una volta, perciò, lanciamo un appello alla collaborazione, alla solidarietà ed al rispetto delle posizioni e delle prerogative di ciascuno.
OGGI NON SI PUO’ PIU’ TERGIVERSARE SUL FUTURO DI UNA CITTA’ IN GRANDE AFFANNO. OCCORRE DIALOGARE STRETTAMENTE CON LA SOCIETA’ CIVILE ED ESSERE TUTTI UNITI AL FINE DI PORTARE A CASA DEI RISULTATI CHE CONDIZIONERANNO IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI.
UN DIALOGO APERTO A TUTTE LE FORZE POLITICHE PUR NEL RISPETTO DELLE IDEE DI CIASCUNO. UN DIALOGO CHE PORTI LINFA VITALE E NUOVE ENERGIE ALLA CLASSE POLITICA SCICLITANA, TROPPO SPESSO AVVOLTA IN ASFITTICHE CONTESE AUTOREFERENZIALI SENZA UTILITA? ALCUNA PER LA CITTADINANZA.
– La sanità è un argomento su cui non possiamo più permetterci divisioni o inutili partigianerie sempre che si voglia salvaguardare il futuro e la funzionalità dell’Ospedale Busacca. Se gli steccati politici diventano un ostacolo per il futuro di Scicli allora bisogna avere il coraggio e la responsabilità di saperli abbattere senza esitazione per fare fronte comune nei confronti di chi, in maniera spesso grossolanamente palese, vuole ridurre il nostro Ospedale a poco più di un ambulatorio di periferia.
– La Provincia deve essere sollecitata ad essere volano di sviluppo ed a mantenere le promesse degli anni scorsi; per questo bisogna fare quadrato attorno a tutti i nostri consiglieri provinciali e sostenerli al fine di ottenere risultati concreti per la Città.
– Un plauso va alle Associazioni e a tutti coloro che si sono impegnati a tenere in vita una valida azione socio-politica nella Città quando la politica, spesso, ha colpevolmente latitato. Mi riferisco in special modo agli amici dell’Associazione I Maggio, per la loro costante ed utile presenza nel territorio, e agli amici del SUTAS che hanno sollevato con grande coraggio e senso civico vitali problemi di salute pubblica, avendo come faro la sola preoccupazione per la salute degli sciclitani sottoposti ad una “aggressione ecologica” senza precedenti nella storia della nostra città.
Questo è l’esempio che noi politici dobbiamo seguire, quello di uomini che si spendono per le proprie idee e per gli altri senza secondi fini o riserve mentali di sorta.
On. Orazio Ragusa
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