di Redazione

Oggi siamo inondati quotidianamente dai mezzi di comunicazione, circa i possibili scenari che catastroficamente potrebbero configurarsi a seguito della recessione e della crisi finanziaria mondiale. Il sentimento di paura, la protezione di ogni singolo status sociale, prevale sempre più nei comportamenti individuali e collettivi. La recessione internazionale, la crisi economica e sociale e di conseguenza la stagnazione economica e sociale del nostro territorio.
La riforma agraria del dopo guerra e in particolare l’innovazione delle colture intensive in serra hanno rappresentato per il nostro territorio il volano della crescita economica e sociale fino ai primi anni 90. Oggi sono ormai palesi a tutti, la perdita di competitività delle nostre aziende agricole, la loro crisi economica e finanziaria e le conseguenze che queste hanno da alcuni anni in tutto il settore economico-sociale del nostro territorio.
Se si escludono i pochi casi isolati, negli ultimi anni abbiamo assistito a un continuo e costante impoverimento economico della collettività sciclitana e l’arretramento sociale e culturale che manifesta i suoi effetti nella scarsa mobilità sociale e nell’aumento della forbice tra ricchi e poveri.
Se ci fermassimo a quanto detto, avremmo solo contribuito alla crescita del pessimismo e del panico collettivo.. Credo sia invece doveroso per un partito politico che ambisce a essere il capo fila dello schieramento progressista e riformista di questa città, iniziare a interrogarsi su come si possa intervenire per invertire il trend attuale, partendo dai limitati strumenti che l’amministrazione di un piccolo comune siciliano ha a disposizione.
La tentazione di rimandare il tutto agli aiuti e interventi della Regione, dello Stato, è molto forte e sicuramente non ne potremo fare a meno, credo però sia ancora più importante progettare quello che vogliamo sia la nostra città nel futuro più o meno prossimo.
La mancanza di risorse finanziarie del comune, i servizi sociali, il piano regolatore e commerciale, la crisi del mercato agricolo, e tutti gli altri argomenti che saranno affrontati dall’amministrazione, richiedono un piano strategico unico che possa evidenziare la correlazione tra tutti questi argomenti e ne possa risaltare le peculiarità.
Per questo crediamo sia necessario per la crescita e il radicamento del nostro partito nel territorio aprire un tavolo di confronto con tutte le forze e i movimenti che si riconoscono negli ideali riformisti del partito democratico, perché possa iniziare a dare un contributo, prima che un’alternativa, all’azione amministrativa dell’attuale maggioranza, partendo con l’affrontare le singole problematiche amministrative in una visione d’insieme del futuro progetto politico riformista.
Il coordinatore cittadino
Fabio Rinzivillo
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