di Redazione

Poi il giornalista, a conclusione dell’informazione, ha annunciato con molta nonchalance che il governo ha stanziato circa 120 milioni di euro, mi pare, da destinare al finanziamento della scuola pubblica…e privata!
Dopo un minuto scarso dedicato a questo argomento, si è passati a parlare piacevolmente del tempo che farà nel ponte dell’Immacolata e di pranzi di Natale.
Io sono rimasta assolutamente sconvolta: ecco, ci siamo, mi sono detta.
Era prevedibile che prima o poi si arrivasse a questo e non è un caso che, con il suo solito atteggiamento prepotente e incurante di qualsivoglia contraddittorio, sia stato naturalmente questo governo a mettere in atto ciò che aleggiava nell’aria da tempo…
Ma, mi chiedo, l’articolo 33 della nostra Costituzione non prevede che le scuole private possano esistere sì ma SENZA OBBLIGHI PER LO STATO????
Spero soltanto di essermi sbagliata dato che, ripeto, ascoltavo distrattamente.
Ma se non ora, è sicuro come la morte che prima o poi questo governo ci proverà.
Mentre scrivevo, ecco che con il suo tono ironico e canzonatorio Striscia la notizia ha confermato quello che speravo di aver capito male.
Penso proprio che sia il caso di ricordare, a questo punto, un brano del discorso profetico, terribilmente attuale, che Piero Calamandrei tenne ben 50 anni fa sulla scuola, invitando chi fosse interessato a leggerlo per intero.
Santhippe
Piero Calamandrei
Estratto dal discorso pronunciato al III Congresso in difesa della
Scuola nazionale a Roma l’11 febbraio 1950
“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza.
Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci).
Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle.
Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori, si dice, di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private.
A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio.
Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.
Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina.
L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto:
Rovinare le scuole di Stato.
Lasciare che vadano in malora.
Impoverire i loro bilanci.
Ignorare i loro bisogni.
Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private.
Non controllarne la serietà.
Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare.
Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico.
Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”
http://www.anpigallarate.it/index.php/comunicati/52-locali/132-piero-calamandrei-sulla-scuola.html
© Riproduzione riservata