di Redazione
Ennesimo furto di animali nelle campagne del ragusano. Il quarto “colpo” che si registra in un mese. Ignoti, la scorsa notte, hanno trafugato tredici vacche in lattazione nell’azienda agricola del presidente della Coldiretti, Mattia Occhipinti, in contrada Giumenta all’estrema periferia della città. Il danno ammonta a 30 mila euro non coperti da polizza assicurativa. Indagano i carabinieri. Il presidente della Coldiretti ha chiesto un incontro in prefettura. “Serve il potenziamento dei controlli nelle aree rurali – spiega Occhipinti – con l’ausilio di uomini e mezzi e il coinvolgimento della forestale e della polizia provinciale per fronteggiare una situazione di vera e propria emergenza sociale”. Secondo i dati della Direzione investigativa antimafia i danni complessivi degli abigeati e dei furti in agricoltura, in ambito nazionale, è di 7,5 miliardi di euro. Il fenomeno si sta estendendo su una vasta area del Paese e vede il moltiplicarsi di furti di attrezzature e mezzi agricoli, ma anche l’estendersi di fenomeni malavitosi come il racket, l’abigeato, le estorsioni, che si trasformano in diversi casi anche in imposizione di manodopera o di servizi di trasporto o di guardiania alle aziende agricole, danneggiamento delle colture, aggressioni, usura. Tra i fenomeni in forte crescita si registrano – come ha evidenziato la Coldiretti – il ritorno dell’abigeato con il furto di circa 100 mila animali da allevamento all’anno, quello dell’usura aggravato dall’andamento sfavorevole del settore in alcune aree, gli atti di vandalismo collegati ad estorsioni, mentre ha raggiunto dimensioni allarmanti anche la sottrazione di trattori e delle altre attrezzature agricole spesso con la “formula” del cavallo di ritorno che prevede di dover pagare per farsi restituire il mezzo. Preoccupano anche – riferiscono alla Coldiretti – le intromissioni nel sistema di distribuzione e trasporto dei prodotti, soprattutto ortofrutticoli, che danneggiano gli operatori sotto il profilo del corrispettivo pagato agli imprenditori agricoli e aumentano in modo anomalo i prezzi al consumo. Tali comportamenti, specie quando si registrano nei mercati in cui si concentra molta della produzione nazionale, causano effetti distorsivi su tutto il mercato nazionale; contribuiscono, in conseguenza dell’aumento ingiustificato dei prezzi al consumo che da essi deriva, alla diminuzione dei consumi delle produzioni nazionali e alla contrazione delle esportazioni. La criminalità organizzata che opera nelle campagne secondo la direzione antimafia ”incide più a fondo nei beni e nella libertà delle persone, perché, a differenza della criminalità urbana, può contare su un tessuto sociale e su condizioni di isolamento degli operatori”.
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