di Redazione


Il masso è caduto e per fortuna non ha incontrato auto in transito sulla sua strada. Più di venti anni fa un ignaro camionista rimase ucciso, schiacciato da un masso rotolato a valle in corrispondenza della carreggiata.
Torna d’attualità il completamento della messa in sicurezza della collina Palazzola e Lodderi a Scicli dopo l’episodio verificatosi appena una settimana fa, quando dal costone roccioso, a causa delle abbondanti piogge, un masso di grosse dimensioni si è staccato dalla parete ed è rovinato sulla sede stradale, costringendo il Comune a chiudere quella strada.
L’ufficio comunale di Protezione Civile ha provveduto a relazionare sui fatti trasmettendo la segnalazione al Dipartimento provinciale di Protezione civile di Ragusa e alla Provincia Regionale di Ragusa un dossier circostanziato sull’accaduto.
“Il tessuto viario dello sciclitano ha retto l’impatto del maltempo – spiega il responsabile dell’ufficio di Protezione civile del Comune
di Scicli, Ignazio Fiorilla – dopo il distacco del masso abbiamo eseguito un sopralluogo ed individuato i pericoli che provengono
da questa collina, dal tratto non messo in sicurezza. È chiaro, che si deve intervenire per garantire la sicurezza stradale e l’incolumità pubblica. Abbiamo verificato lo stato dei luoghi e siamo consapevoli della necessità di un intervento di messa in sicurezza”.
La richiesta che l’ufficio protezione civile avanza al Dipartimento della protezione civile regionale è che nelle rimodulazioni o nelle economie della legge 433 del 91 vengano individuate nuove somme per completare la messa in sicurezza iniziata diversi anni fa e mai completata del tutto. A essere rimaste scoperte di protezione le ultime unità immobiliari site lungo la via Lodderi, la strada comunale che diventa subito dopo la vecchia provinciale che collega Scicli a Donnalucata. Un’arteria viaria poco conosciuta, ma preferita da tanti residenti che bypassano il quartiere Jungi e gli ingorghi delle ore di punta che all’incrocio semaforico di quel quartiere si registrano.
Per evitare che un domani si debba piangere sul latte versato, semmai, il cielo non voglia, dovessero ripetersi distacchi di roccia dalla collina, pronti a piovere come macigni sulle auto ignare in transito su quella strada.
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