di Redazione
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E’ iniziata con una lenta e silenziosa processione la giornata più triste degli ultimi cinquant’anni per gli abitanti di Giarratana. L’intera città, lunedì pomeriggio, ha accompagnato nel loro ultimo viaggio i quattro giovani morti nell’incidente stradale di sabato sera sulla Ragusa-Catania. Quasi tremila persone hanno preso parte ai funerali di Leandro Renna, 21 anni, Fabio Di Pietro, 19, Gabriele Corallo, 20, e Giuseppe Di Gaetano, 21 anni. La celebrazione si è tenuta in piazza Grande, perchè la chiesa non avrebbe potuto accogliere tutti.
Dalle case dei quattro giovani, intorno alle quindici, sono partiti i cortei. Le bare le hanno portate a spalla gli amici. All’uscita di casa i feretri sono stati innalzati per raccogliere un lungo applauso, tra le lacrime e la commozione che era impossibile trattenere. Un’immagine difficile da raccontare se non la si è vista: una città vuota e un lungo serpentone, un corteo che pian piano ha “abbracciato” Leandro, Fabio, Giuseppe e Gabriele per portarli ai piedi dell’altare. A presiedere il rito è stato il parroco, don Giovanni Gianquinta. Più volte il sacerdote ha dovuto fermarsi, per la commozione. “Un giorno di dolore così non si era più visto, nella nostra città, dal 1961, quando una tromba d’aria uccise un’intera famiglia di quattro persone – ha detto il celebrante -. A tutti voi che siete qui presenti, alle autorità, un grazie per essere venuti a rendere onore ai nostri ragazzi”. “Queste morti – ha aggiunto – non devono passare inosservate. Le vite spezzate di questi quattro ragazzi ci indicano che dobbiamo riflettere sul valore immenso della vita, sul dono della famiglia, sui valori dell’amicizia e della solidarietà”. Un’omelia puntata proprio sul dono della vita: “Occorre fare l’impossibile – ha ribadito padre Giaquinta – per custodirla. La loro vita è finita per dare significato alla nostra”. Per i genitori ed i familiari “una parola di conforto che viene dalla fede: la speranza non delude”. Presenti al rito anche i sindaci della provincia di Ragusa, il presidente della Provincia, Franco Antoci, e alcuni parlamentari regionali e nazionali. Probabilmente a loro era rivolto un ammonimento del sacerdote che parlava della strada in cui è avvenuto l’incidente: “Quella strada – ha detto – non la meritiamo”. Un applauso, lungo e spontaneo, ha raccolto questo appello del parroco. A concelebrare insieme a lui anche altri sette sacerdoti, tra cui il direttore dell’Oratorio salesiano, don Filippo Pagano, dal momento che Gabriele militava nell’Orsa. Terminata la celebrazione le quattro bare sono state prese a spalla dai giovani che le hanno accompagnate fino all’ultima dimora. A Giarratana saranno altri tre giorni di lutto cittadino: li ha decisi il sindaco, Pino Lia, insieme all’amministrazione, per onorare i quattro giovani ed in segno di rispetto per il dolore di quattro famiglie, un dolore di cui si è fatta carico tutta la cittadina.
Dalle case dei quattro giovani, intorno alle quindici, sono partiti i cortei. Le bare le hanno portate a spalla gli amici. All’uscita di casa i feretri sono stati innalzati per raccogliere un lungo applauso, tra le lacrime e la commozione che era impossibile trattenere. Un’immagine difficile da raccontare se non la si è vista: una città vuota e un lungo serpentone, un corteo che pian piano ha “abbracciato” Leandro, Fabio, Giuseppe e Gabriele per portarli ai piedi dell’altare. A presiedere il rito è stato il parroco, don Giovanni Gianquinta. Più volte il sacerdote ha dovuto fermarsi, per la commozione. “Un giorno di dolore così non si era più visto, nella nostra città, dal 1961, quando una tromba d’aria uccise un’intera famiglia di quattro persone – ha detto il celebrante -. A tutti voi che siete qui presenti, alle autorità, un grazie per essere venuti a rendere onore ai nostri ragazzi”. “Queste morti – ha aggiunto – non devono passare inosservate. Le vite spezzate di questi quattro ragazzi ci indicano che dobbiamo riflettere sul valore immenso della vita, sul dono della famiglia, sui valori dell’amicizia e della solidarietà”. Un’omelia puntata proprio sul dono della vita: “Occorre fare l’impossibile – ha ribadito padre Giaquinta – per custodirla. La loro vita è finita per dare significato alla nostra”. Per i genitori ed i familiari “una parola di conforto che viene dalla fede: la speranza non delude”. Presenti al rito anche i sindaci della provincia di Ragusa, il presidente della Provincia, Franco Antoci, e alcuni parlamentari regionali e nazionali. Probabilmente a loro era rivolto un ammonimento del sacerdote che parlava della strada in cui è avvenuto l’incidente: “Quella strada – ha detto – non la meritiamo”. Un applauso, lungo e spontaneo, ha raccolto questo appello del parroco. A concelebrare insieme a lui anche altri sette sacerdoti, tra cui il direttore dell’Oratorio salesiano, don Filippo Pagano, dal momento che Gabriele militava nell’Orsa. Terminata la celebrazione le quattro bare sono state prese a spalla dai giovani che le hanno accompagnate fino all’ultima dimora. A Giarratana saranno altri tre giorni di lutto cittadino: li ha decisi il sindaco, Pino Lia, insieme all’amministrazione, per onorare i quattro giovani ed in segno di rispetto per il dolore di quattro famiglie, un dolore di cui si è fatta carico tutta la cittadina.
Telenova
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