In corso l'iter di accertamento all'ospedale di Careggi di Firenze di morte cerebrale per Silvana Visconti, 37 anni, la mamma della piccola Summer, una delle 4 vittime dell'incidente stradale in A1 di martedì scorso nella galleria
di Redazione

Fiorenzuola – In corso all’ospedale Careggi di Firenze l’iter di accertamento di morte cerebrale per Silvana Visconti, 37 anni, la mamma della piccola Summer, una delle vittime dell’incidente stradale in A1 di martedì scorso nella galleria di Base, in provincia di Firenze. La donna era alla guida dell’auto che è stata travolta da un tir dopo che si è bloccata all’improvviso.
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La procedura di accertamento di morte dovrebbe concludersi nel tardo pomeriggio, secondo quanto appreso dall’agenzia Ansa che ha diffuso la notizia.
Nell’incidente sono morti sul colpo i nonni e la zia materna della bambina, residenti in Piemonte, a Gravellona Toce, nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola.
La bimba, 4 anni, è invece deceduta mercoledì scorso al Meyer di Firenze.
Giovedì, 17 luglio, le equipe mediche, in stretto coordinamento con i servizi sanitari regionali e con il Tribunale – grazie all’autorizzazione rilasciata dal giudice tutelare – hanno avviato le procedure necessarie per la donazione degli organi della piccola.
«Un atto di generosità e speranza» per gli specialisti dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.
Summer, inizialmente estratta viva dai vigili del fuoco e trasportata in elicottero al Meyer, ha lottato per la vita per oltre 24 ore ma è deceduta nel pomeriggio del 16 luglio all’ospedale pediatrico.
Ancora sotto esame la dinamica dell’incidente. La cosa certa è che la Panda azzurra ibrida della famiglia Visconti — il nonno Mauro 69 anni era originario di Verbania, la nonna Nydia Zoila Albuquerque Basalto, 65 anni, peruviana di Lima, le due figlie Carla Stephany, 39 e Silvana, 37 con la figlia di 4 — mentre viaggiava regolarmente sulla corsia in direzione Nord, all’improvviso ha inchiodato all’altezza del chilometro 26 e 800. Stavano rientrando a casa a Gravellona Toce, Comune piemontese della provincia di Verbano-Cusio-Ossola, dopo una vacanza in Calabria.
Se ci sia stato un guasto al motore o una frenata repentina che ha attivato l’Abs, il sistema di sicurezza che impedisce il bloccaggio delle ruote in caso di arresto improvviso, è quello che le indagini della polizia stradale di Bologna dovranno appurare. Dalle immagini si vedono le doppie frecce che lampeggiano: da capire se siano state inserite manualmente dalla mamma della bambina che si trovava alla guida o se siano scattate automaticamente quando si è attivato l’Abs.
La bambina era seduta nel sedile posteriore in mezzo tra il nonno e la zia, senza seggiolino, mentre la mamma e la nonna erano davanti e avevano le cinture allacciate. La Panda era omologata per quattro persone ma ne trasportava cinque, oltre a un cane nel bagagliaio, ritrovato senza vita.
Troppo violento l’urto, la parte posteriore dell’auto si è accartocciata, sotto il peso del tir, oltre 400 quintali, che ha poi spinto la Panda per circa 50 metri. Il pm Sandro Cutrignelli, titolare delle indagini, vista la chiarezza della dinamica, ha disposto solo l’esame esterno dei corpi. Poi verrà affidata una consulenza tecnica sull’auto per capire se vi sia stato un malfunzionamento meccanico o elettrico.
Le indagini dovranno accertare anche la velocità a cui viaggiava la Panda prima dello stop improvviso, così come si dovrà accertare anche la velocità del tir.
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