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02/06/2011 14:32

A Chiaramonte si presenta Il Canto di Dafni, di Cultrera

Sabato sera alle ore 19 nel Salone del Palazzo Montesano

di Redazione

 Sabato sera alle ore 19 nel Salone del Palazzo Montesano, a Chiaramonte Gulfi, avrà luogo la presentazione del volume di  Giuseppe Cultrera, IL CANTO DI DAFNI. La manifestazione, nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, è promossa dal Comune di Chiaramonte Gulfi in collaborazione con Utopia Edizione, e prevede un reading del libro a cura del regista ibleo Gianni Battaglia con la partecipazione di Vito Cultrera, Luciano Brullo, Marta LaTerra e il giovane musicista Salvo Inghisciano.

 

Il Canto di Dafni è un saggio-racconto che propone tre personaggi ,Guastella, Melfi e Ventura,  vissuti nel secolo XIX in quel fervido periodo che portò all’Unità d’Italia e alla nascita di una nazione nuova e moderna, attraverso alcuni loro inediti. Gli scritti di costoro, pur non essendo ricerche storiche o letterarie di grande valore, sono esemplificativi ed illuminanti di un’epoca e di un impegno sociale e culturale che approdava al secolo breve con grandi speranze ed aspirazioni.

Del Guastella  sono presenti tre inediti un originale esperimento giovanile di racconto da adattare a rappresentazione scenica, Fra Dolcino, vicenda di amore e morte nel torbido medioevo dell’intolleranza religiosa, e due componimenti poetici scherzosi, della tarda maturità, dedicati all’amico Antonio Dell’Agli.

Altrettanto originali gli inediti del Barone Corrado Melfi, ostile al Guastella per ideologia politica e “culturale”: Sono una raccolta di versi popolari ed una originale autobiografia in versi siciliani, nella quale il vecchio barone chiaramontano, come il suo contemporaneo Fabrizio Salina, tenta un amaro consuntivo della sua vita

Infine la Storia critica di Chiaramonte che il  sacerdote Raffaele Ventura Rosso non riuscì a pubblicare perchè il Municipio finanziò quella del P. Samuele Nicosia. Rimasta per un oltre un secolo sepolta in un cassetto, oggi viene riproposta, più che come documentazione storica (fragile e lacunosa) come giacimento frammenti di vita sociale e curiosità .

 

Giuseppe Cultrera è autore di numerose pubblicazioni di storia arte e letteratura; le più recenti: L’industria della neve; neviere degli Iblei; Il segno e il rito, cappelle edicole e luoghi acri nel paesaggio umano di Chiaramonte; Simone Ventura, pittore ibleo del Settecento.

 

Presentazione II^ di copertina

“Alcuni inediti sono spunto di questo saggio: ed appartengono a tre scrittori chiaramontani vissuti a cavallo di quello spartiacque socio politico culturale che fu il 1861, data simbolica della nascita della nazione Italia e del nuovo corso.

Il letterato più noto è Serafino Amabile Guastella (1819 –1899). Meno noto, ma altrettanto interessante per l’impegno esclusivo dedicato al culto della storia tradizione ed arte della propria patria, è il barone Corrado Melfi (1850 – 1940); sconosciuto, almeno come scrittore, è il sacerdote Raffaele Ventura (1835–1910) autore di una curiosa Storia critica di Chiaramonte.

Li accomuna oltre alla patria, l’innata predisposizione ad un solipsistico esercizio della pratica letteraria, la timida ritrosia a promuovere il proprio lavoro, una disincantata visione del mondo che cambiava per non cambiare nulla.

Il richiamo al mito di Dafni, il pastore poeta che iniziò la gente degli iblei al canto e al culto della parola, non è un mero artificio letterario o un avallo al titolo. Sono essi stessi, (ironica boutade o ardita pretesa di provinciale filologia, che fosse) a rivendicarne l’ascendenza ..”