Riceviamo e pubblichiamo.
di Lettera firmata
Comiso – Salve Ragusanews,
esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B?
È questa la domanda, amara ma inevitabile, che molti residenti di Comiso si stanno ponendo di fronte al caso di “due pesi e due misure” da parte dell’Amministrazione comunale.
Da mesi, un gruppo di cittadini del centro abitato chiede un provvedimento per limitare il transito dei mezzi pesanti all’interno delle vie cittadine; una richiesta dettata dal buon senso e dalla necessità di tutelare la sicurezza, la salute e la qualità della vita, messe a dura prova da smog, vibrazioni e rumore costante. Più di un mese fa, la richiesta è stata formalizzata con una istanza firmata da 56 residenti per l’ottenimento di un’ordinanza sindacale.
La risposta delle istituzioni? NESSUNA. Non un comunicato ufficiale, non un atto formale, come a voler derubricare una battaglia di civiltà a una lamentela di poco conto. Come se l’Amministrazione non si sentisse obbligata a rispondere ad una richiesta ricevuta da ben 56 cittadini.
Nello stesso periodo, però, è bastata la segnalazione di alcuni residenti infastiditi dal rumore serale dei giovani riuniti, in un’altra zona della città, per far scattare un intervento immediato, con un’ordinanza lampo che ha limitato i raduni e restituito la tranquillità a quel quartiere. Nessuno contesta il diritto di quei cittadini a ottenere tranquillità, perché ogni disagio merita attenzione, ma la disparità di trattamento salta all’occhio ed è inaccettabile.
La domanda che si pone all’Amministrazione è disarmante nella sua semplicità: se gli insopportabili schiamazzi notturni bastano a muovere la macchina burocratica del Comune, perché il frastuono incessante dei mezzi pesanti sotto le finestre di questi residenti non merita nemmeno la dignità di una risposta ufficiale?
C’è un elemento di onestà intellettuale e di responsabilità politica che non può essere taciuto: questo inferno di tir e betoniere nel centro abitato non è un evento imprevedibile, ma una scelta deliberata di questa Amministrazione. Il transito dei mezzi pesanti, nelle zone del centro abitato, è stato causato dall’ideazione e dalla realizzazione della rotonda di Via Villafranca (zona stazione). Prima del 2022, quest’opera non esisteva e i tir non potevano fisicamente transitare su via Righi, via Euclide e via San Biagio, a causa di un ostacolo insormontabile come il ponte di via Lagrange.
Siamo insomma di fronte a un paradosso: la stessa Amministrazione che oggi tace è stata quella che ha creato un problema che prima non esisteva. E se per dare vita a questa opera i tempi sono stati celeri, per onestà e maturità politica i tempi per risolverne gli effetti collaterali dovrebbero essere più che celeri. In ogni caso, 4 anni dovrebbero essere più che sufficienti! E invece i residenti, nonostante le critiche e richieste di risoluzione per i disagi alla viabilità, lo smog e l’inqualificabile degrado dalla qualità di vita, non hanno visto muovere un dito a loro favore.
Tra poco più di un mese, con la fine dell’estate e la ripresa di tutte le attività, il traffico a Comiso tornerà a pieno regime. Il tempo delle promesse è finito, i residenti chiedono, ancora una volta, che l’Amministrazione intervenga per la tutela dei diritti.
I cittadini non intendono accettare che l’inerzia dell’Amministrazione li faccia sentire cittadini di serie B e continueranno a sostenere le proprie iniziative, riservandosi, se necessario, di ricordare a questa Amministrazione le mancanze e le promesse non mantenute in occasione della prossima tornata amministrativa.
Francesca A.
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