"Isola non è arrivo", palazzo Nicolaci, 19-22 maggio
di Redazione
Noto – Crocevia tra Europa ed Africa, la Sicilia nei secoli è stata sempre terra di approdi, luogo di influenze e contaminazioni. Greci, Arabi, Normanni, Spagnoli… da sempre terra di conquista, l’isola intrisa di culture e civiltà diverse lo rivela nel territorio, nella natura dei suoi abitanti, nel tramandare le tradizioni, nella cultura del sacro. Ogni accadimento in Sicilia sembra prendere anelito dal passato, da culture forestiere, che con cadenza ciclica si sono succedute in Sicilia, e ancora adesso si succedono, confermando la vocazione dell’isola: terra di approdi, scrigno di tradizioni ibride e di contaminazione etniche.
L’isola non è arrivo..,è un viaggio fotografico che nel tentativo di arrivare a produrre l’immagine desiderata si interseca con altri viaggi e non si conclude mai con un definitivo arrivo. L’isola offre mille spunti e a contraddire l’assioma gattopardiano dell’immobilismo, la Sicilia è un divenire, un microcosmo che contiene l’eredità di una storia lunghissima e complessa, luogo d’accoglienza, laboratorio di culture, di identità, dove i nuovi approdi aggiungono valore, dove le energie salutari elaborano le premesse per una terra possibile al centro dell’europa e del mondo.
Fotografie di approdi tra sogno e realtà, ci trasportano nell’immaginario di una Sicilia invasa. Immagini delle teatrali feste religiose, dove in una sorta di ossimoro continuo va in scena la Sicilia intima, dei drammi personali, delle richieste di grazia… l’”ostentazione” del mezzo per chiedere l’intercessione divina, che sia l’oro, la cera i soldi … il sacrificio fisico.
Scatti spontanei e scatti concettuali per una “Isola plurale”, aspetti di una Sicilia – in progress- sospesa tra la memoria e un contemporaneo di speranza e di energia.
Isola non è arrivo… ma fucina, sorgente di idealità, di ingegno di energie positive.
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