Attualità
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31/12/2010 00:52

A piedi da Como per trovare la nonna, a Siracusa

1600 km a piedi

di Redazione

Saverio Di Giacomo
Saverio Di Giacomo

«Vengo da Como a piedi». Così un trentunenne dall’aria stanca, un grande zaino sulle spalle e un piccolo cagnolino tra le braccia. È partito da Parè, provincia di Como, il 21 novembre scorso. Il suo equipaggio: quel pesante zaino, una “scorta” di cibo e acqua. Mezzo di trasporto: le sue gambe. Destinazione, la “lontana” Siracusa, un percorso lungo più di 1.600 chilometri. Questa è la storia incredibile e per questo piena di fascino di Saverio Di Giacomo, un uomo di 31 anni che a novembre ha fatto un sogno. In quel sogno c’era suo nonno, Saverio come lui, morto trent’anni fa e che il giovane non aveva mai conosciuto. Mai visto. Eppure il nonno è apparso in quel sogno. E ha preso per mano il nipote, ha passeggiato insieme a lui. Prima per le vie di Parè, poi d’improvviso nelle strade di Siracusa, la città natale del nonno e della mamma di Saverio. A Siracusa vive ancora nonna Anna. Ed è da lei che il giovane muratore, che in quei giorni stava attraversando un brutto periodo della sua vita, ha deciso di andare. Ma non prendendo il primo aereo o salendo sul primo treno. No, Saverio ha deciso di andarci a piedi, per continuare quella passeggiata iniziata in sogno col nonno. Una decisione estrema, una “pazzia”, la definirebbe tranquillamente qualcuno. Ma lui non ha tentennato un attimo e il 21 novembre scorso ha preso ed è partito. Una scommessa con se stesso, una scommessa col nonno, una scommessa con la vita. «Chiedo a chi mi conosce di giudicarlo come meglio crede, questo mio gesto. Ma vi chiedo soprattutto di sostenermi», ha scritto Saverio su Facebook pochi giorni prima di partire. Ed è proprio su Facebook che i suoi amici, su iniziativa della sorella, hanno iniziato a “sostenere” l’impresa di questo lombardo dal fisico esile, che non ha il volto dell’eroe ma c’ha un gran sorriso stampato in viso. Fino a un mese fa era “famoso” per la sua abilità al biliardo, ha più di 400 “fans” su Facebook che fanno il tifo per lui ogni giorno. E ogni giorno lui li ha aggiornati, sulle varie tappe del suo lungo e incredibile viaggio. Pochi giorni dopo la sua partenza, una tv lombarda ha trasmesso un servizio interamente dedicato a lui. Così la gente ha iniziato a riconoscerlo per strada. Come il proprietario di un ristorante di Piacenza, che gli ha offerto un pasto caldo «trattandomi da vip».

La stessa cosa hanno fatto altri ristoratori di altre città d’Italia, che lo hanno ospitato nei propri locali anche per dormire. In altre occasioni, però, Saverio s’è dovuto arrangiare. Gli scivoli dei market, le casette dei bambini nei parchi, i cantieri abbandonati. Una mattina un camionista l’ha svegliato alle 5, dormiva di fronte ad un supermercato. Un’altra volta il suo letto è stata la spiaggia ed il suo tetto un cielo stellato. Saverio era a Massa Carrara, ed era emozionato. «Non avevo mai visto il mare d’inverno. Mi sono commosso». Anche perché pochi giorni prima aveva attraversato il freddo gelido e la neve degli appennini, “scalando” la Cisa. Il momento più difficile? «Il secondo giorno – racconta – avevo camminato per dodici ore, i piedi mi bruciavano, non riuscivo più a muoverli. Ma non potevo mollare».
Saverio non è più solo da quando a lui si è unito “Hachiko”, un cagnolino di due mesi, che si chiama «come il film». Glielo hanno regalato dei ragazzi a Sapri. La notte di Natale l’ha trascorsa a Diamante, ospite di una famiglia. Che su Facebook ha scritto: «Sei una persona speciale, Saverio. Sono onorata di averti avuto come ospite la sera di Natale». Martedì Saverio è sbarcato a Messina, la notte l’ha trascorsa a Letojanni. Siracusa è sempre più vicina. Chissà come reagirà nonna Anna. «Lei non ci crede, alla mia storia. Quel momento non me lo sono ancora immaginato».