Attualità
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14/01/2013 09:44

A Punta Secca vietato l’ingresso ai cani in chiesa

Perchè un prete sente l’esigenza di escludere i cani dalla casa del Signore?

di Saro Distefano

Santa Croce Camerina – La foto riferisce un particolare. Il portone della chiesa di Punta Secca, dedicata alla Madonna di Portosalvo, dipendente dalla Parrocchia San Giovanni Battista di Santa Croce Camerina. E un ulteriore particolare è quello che vogliamo mettere in evidenza: il cartello affisso sulla sinistra del portoncino, accanto alla Croce.

Per quanto sbiadito (si è a pochi metri dal mare) è un cartello molto esplicito: vietato l’ingresso ai cani. Sorgono alcune considerazioni, che vogliono essere se possibile condivise coi lettori, senza alcuna intenzione polemica: non è nelle corde di chi scrive e della testata.

La prima riflessione: qual è l’esigenza di sottolineare che i cani – e immaginiamo noi gli animali in genere – non debbano entrare nel tempio? Appare evidente che i proprietari di cani al guinzaglio difficilmente andranno a seguire una funzione religiosa col loro amico a quattro zampe, per quanto siano sempre più numerose le signore che hanno addirittura nella borsetta a tracolla il chihuahua possibilmente “vestito” con capi magari griffati.

Altrettanto evidente, ed è la seconda nostra considerazione, che anche nel caso ci fosse quell’amante degli animali che si volesse accomodare nella piccola chiesetta camarinense insieme all’alano o al rottweiler verrebbe gentilmente invitato ad uscire, o quantomeno a lasciare fuori il molosside (possibilmente legato).

Ed infine, terza ed ultima considerazione, perché un prete (almeno noi immaginiamo sia stato il responsabile del tempio ad applicare quel cartello alla Santa Maria di Portosalvo), sente l’esigenza di escludere i cani dalla casa del Signore? Non sono, come ci ha insegnato San Francesco d’Assisi nostro patrono, esseri viventi come noi e come noi creature di Dio? Tanto lo sono figli del Signore, che fino a non molti anni fa nella cattedrale di San Giovanni Battista, basilica ragusana, si entrava per la benedizione degli animali coi cavalli, gli asini, i muli, le vacche ed i vitelli, maiali e galline. Nessun prete obiettò mai qualcosa, memore dell’insegnamento francescano e della chiesa di San’Antonio Abate, oggi abbandonata, costruita sulle rive del San Leonardo, dove ancora oggi si scorge il bassorilievo col Santo in mezzo agli animali.

La chiesetta a due passi dalla torre saracena (e a quattro dalla ancora più famosa “Casa Montalbano”) è stata costruita non sappiamo quando, ma circa quaranta anni fa venne radicalmente rinnovata nello stile da un ingegnere che, a spese proprie, la volle ammodernare anche per potervi adeguatamente celebrare la cresima del figlio.

Con quell’opera di svecchiamento, venne meno anche l’esigenza di tenere dentro il tempietto la bella statua della Madonna illo tempore donata dai pescatori di sardelle. Quella sacra immagine venne quindi adagiata sul fondale marino.

Noi non invochiamo l’intervento del Vescovo Urso, il presule è troppo impegnato in cose davvero serie per star dietro cosette come questa che noi segnaliamo, ma ci rivolgiamo agi stessi fedeli camarinensi, ed in particolare a quelli che frequentano la Santa Maria di Portosalvo affinché venga tolto quel cartello, secondo noi quantomeno inopportuno se non offensivo.