Attualità
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31/12/2012 15:05

A una Donna Libera: Rita Levi Montalcini

Eterea Signora della scienza

di Un Uomo Libero.

Rita Levi Montalcini
Rita Levi Montalcini

Madrid – Ieri 30 dicembre del 2012 la notizia della morte di Rita Levi Montalcini, non appena diffusa dai Media, ha fatto in un baleno il giro del mondo.

Con quest’anno agli sgoccioli anche Lei, l’eterea signora, protagonista indiscussa della Scienza dell’ultimo Novecento, parte in punta di piedi, quasi in silenzio.

Gli anni (103) le erano diventati quasi insopportabili ma mai il suo corpo, in apparenza fragile mentre nella realtà era estremamente combattivo e tenace, si era arreso agli attacchi del tempo.

Ci restano i “suoi messaggi” cioè il suo pensiero, così amava sintetizzare la propria parabola terrena, perché oggi finalmente il corpo è stato restituito alla terra come vogliono le scritture dei Padri: un credo mille volte sconfessato da un “io” scientifico e laico ma al quale inevitabilmente la sua mente di “ebrea” era ritornata spesso per un’intima e segreta riflessione teologica nell’arco della vita.

Si proclamava, infatti, “una donna libera” ma anche atea perché nella sua anima razionale il sentimento religioso non era riuscito a colmare il vuoto d’affetti lasciato dalla morte della sorella gemella, doppio ma anche rovescio di tutte le sue medaglie, o a trovare risposte  agli inquietanti e drammatici silenzi di un Dio che aveva  permesso nel Secolo Breve il più terribile e devastante olocausto della Storia.

In fuga, infatti, spogliata di una Patria da una persecuzione razziale ingiusta e tuttora incomprensibile, aveva trovato asilo in una terra lontana, l’America, nella quale la libertà della vita non le garantì mai la libertà dal ricordo e dalla quale, come da ogni esilio, l’urgenza che affligge la nostalgia dell’esule la obbligò alla pacificazione del ritorno.

Ben sapeva il sapore amaro del pane in terra straniera e, per questo, si spese e si prodigò perché nessuno più potesse sperimentare quell’umiliazione del corpo e dello spirito.

Profondamente “DONNA”,  visse come una vestale il suo patto d’amore con la Ricerca scientifica.

Oggi che non è più, qualcosa manca a chi, come me, l’ha guardata sempre con l’ammirazione stupita del fanciullo e il tangibile limite del vecchio consapevole dell’imminente approssimarsi della morte.

Le lacrime però non servono, non le avrebbe volute.

Lei, finalmente, oggi possiede la Verità, quella verità che cercò disperatamente senza trovarla perché mistero eterno e insondabile nascosto da un Dio burlone e nemico fra le pieghe della memoria.

Della Sua e della Nostra.