di Redazione
Assolti perché il fatto non costituisce reato l’ex sindaco e l’ex presidente del consiglio comunale di Scicli, Bartolomeo Falla ed Armando Fiorilla, patrocinati rispettivamente dagli avvocati Cesare Borrometi e Luigi Piccione. Così si è espresso Il Collegio Penale del Tribunale di Modica, presieduto da Giovanna Scibilia, accusati di rifiuto di atti d’ufficio. Un processo scaturito dalla denuncia presentata il quindici ottobre del 2003 da alcuni cittadini ai quali erano state, in precedenza, espropriate delle aree dal Comune di Scicli. Su questi fatti si era già celebrato un processo di primo grado davanti al Tribunale di Modica che si era concluso a favore dei denuncianti. “Avevamo vinto la causa – aveva spiegato in precedenza Arcangela Riccotti La Rocca – ed il giudice aveva stabilito un rimborso di 400 milioni di vecchie lire. Il Comune non ci diede nulla, anzi avanzò ricorso che vinse”. Dopo la sentenza di primo grado, per l’appunto, a Palazzo di città cominciarono ad arrivare le diffide, alle quali l’ente non aveva dato corso non riconoscendo, dunque, il corrispettivo pattuito per l’occupazione di aree che ammontava complessivamente a quasi duecentosessantamila euro. Nonostante il debito contratto il Comune di Scicli, dunque, non pagava e così i proprietari avviarono le diffide. Secondo l’accusa, Falla e Fiorilla non avrebbero attivato le rispettive competenze per inserire ed approvare la somma nel capitolo dei debiti fuori bilancio. Il primo cittadino avrebbe avuto il compito di presentare l’argomento al consiglio comunale, mentre Fiorilla non avrebbe convocato e, quindi, non avrebbe inserito l’argomento nell’agenda dei lavori d’aula. I debiti fuori bilancio, com’è noto, vanno approvati proprio dal consiglio comunale. Dopo la diffida inviata dai proprietari delle aree espropriate a Falla e Fiorilla ci fu, in ogni modo, un pronunciamento della Corte d’Appello di Catania favorevole all’ente locale che gli interessati, evidentemente, ritennero sbagliato. Anche il pubblico ministero, Maria Mocciaro, si era pronunciata per l’assoluzione dei due imputati.
Saro Cannizzaro
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