Cronaca
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04/04/2026 08:04

Accoltellata a Catania, l’ex marito confessa: “Non mi faceva vedere nostra figlia”

I medici: "Salva per miracolo, questione di millimetri".

di Redazione

Catania – È stato catturato ieri mattina dai carabinieri, dopo una notte in fuga, Giovanni Platania, il 56enne che ha accoltellato l’ex moglie ieri sera a Picanello. L’uomo è stato bloccato poco dopo le 10 in piazza Giambattista Pergolesi, nello stesso quartiere.

Platania, durante l’interrogatorio con la sostituta procuratrice Emilia Rapisarda nella caserma del comando provinciale dei carabinieri di Catania, ha confessato sostenendo di aver agito al culmine di una lite per una “forte conflittualità familiare” tra di loro e perché lei non le faceva vedere la figlia piccola. Ha negato la premeditazione, sostenendo di avere con sé il coltello che solitamente utilizza per raccogliere della verdura. La Procura ha disposto il fermo e il trasferimento in carcere.

Secondo la ricostruzione della Procura, Platania, “recentemente scarcerato, non avrebbe accettato la volontà della moglie di interrompere la loro relazione, volontà che quest’ultima gli aveva comunicato durante il periodo in cui egli era detenuto”. “Una volta tornato in libertà – ricostruisce la Procura – l’indagato avrebbe preso piena contezza della volontà della moglie di porre definitivamente fine al rapporto e non accettando tale decisione, avrebbe minacciato la vittima fino a giungere al tragico epilogo”.

L’aggressore, uscito lo scorso 8 marzo dal carcere dove era detenuto per reati contro il patrimonio, ha colpito l’ex coniuge 51enne giovedì, intorno alle 19.30, in via Villa Glori, all’altezza del civico 38. Arrivato davanti a un negozio di casalinghi in sella a uno scooter, Platania ha lanciato a terra il mezzo a due ruote e ha assalito la donna, dalla quale era separato da tre anni, sul marciapiede inseguendola anche all’interno di un esercizio commerciale dove la vittima ha tentato di trovare riparo: dopo averla colpita 12 volte con un coltello da cucina, si è dileguato a piedi.

La 51enne è stata trasportata in codice rosso al Cannizzaro, dove è stata sottoposta a un primo delicato intervento chirurgico. A causa delle gravi lesioni riportate, soprattutto al torace e all’addome, è stata effettuata anche un’operazione cardiochirurgica nella notte alla clinica Morgagni. La donna si trova attualmente ricoverata in terapia intensiva in condizioni critiche.

 

L’area teatro dell’aggressione è stata transennata dai carabinieri del comando di piazza Dante giunti sul posto, coadiuvati dagli specialisti del nucleo Sis per i rilievi scientifici. Sul marciapiede, accanto allo scooter abbandonato prima della fuga, sono stati ritrovati il coltello vicino a numerose tracce di sangue e un giubbotto.

Platania, appena catturato, è stato condotto al comando provinciale di piazza Verga. La scientifica è riuscita a isolare campioni di sangue dai suoi indumenti, per le successive analisi tecniche.

La coppia ha quattro figli, di cui uno minorenne. “Li ho visti crescere a tutti e due – ha raccontato una conoscente della donna – si erano fidanzati da ragazzini, non ci posso credere che sia accaduto, siamo tutti increduli, io sono scioccata. Certo hanno avuto un matrimonio burrascoso perché lui è stato più volte arrestato. Hanno quattro figli, ma non vivevano più nel nostro quartiere. Lei ha sempre lavorato. Lui era tornato libero da poco, dopo sette anni di carcere”.

 

I medici stanno monitorando le condizioni di salute della donna. “La situazione sta procedendo in maniera direi quasi miracolosa, perché la paziente è stata vittima di plurime ferite da arma da taglio e almeno tre hanno minacciato organi vitali e in particolare una le ha toccato il cuore”, spiega Federico Pappalardo, direttore della terapia intensiva del Centro Cuore Morgagni di Pedara .

 

“Fortunatamente – ha aggiunto il medico – le lesioni provocate a questo livello, così come a livello del polmone, seppur gravi, in questo momento sono stabili e ci hanno permesso di svegliarla e di metterla in respiro spontaneo. Direi quasi un miracolo, perché è una questione millimetrica. Quando è arrivata dall’ospedale Cannizzaro, le condizioni della paziente erano estremamente delicate perché aveva una lesione veramente minacciosa a livello del cuore che avrebbe potuto mettere a repentaglio la sua vita in tempi brevissimi”.

 

“La valutazione dei colleghi – ha osservato Pappalardo – è stata per un atteggiamento conservativo, quindi non è stato necessario sottoporla a un intervento chirurgico stamane. E una rivalutazione ha consentito ulteriormente di essere ottimisti e quindi procedere poi per il risveglio della paziente, la sua estubazione. Allo stato attuale noi riteniamo che sia obbligatorio mantenere ancora per 24-48 ore la massima prudenza”.