Spedizione punitiva
di Redazione
Vittoria – Lei ha sedici anni, lui pure. Sono fidanzati. L’altro ne ha 19. Ha iniziato a messaggiare con lei. Dagli sms episodici alla chat, su Facebook, il pressing del corteggiatore si è fatto incalzante.
Lei cede in parte alle lusinghe dello spasimante, ma le crisi di coscienza hanno il sopravvento.
Può tradire il suo fidanzato? Può tradirne la fiducia?
Una sera decide di vuotare il sacco e racconta tutto. “Da qualche tempo ci scambiamo degli sms con quel tipo”, confida al proprio fidanzatino, ” e ora ci sentiamo spesso via chat. Lui mi vuole”.
Folle di gelosia il 16enne architetta la vendetta e con freddo calcolo adesca l’aspirante “ladro d’amore”.
Martedì sera va in chat, sul profilo di Facebook della sua ragazza, con lei al suo fianco. Il 19enne chiama, e lei, sotto dettatura del fidanzato, risponde: “Si, ci vediamo domani sera, mercoledì, in via Generale Diaz”.
Il 19enne già pregusta la scappatella con la donna d’altri, che, stando ai comandamenti, non dovrebbe essere mai oggetto di desiderio.
Ma lei ci sta, “che colpa ne ho io?”.
Mercoledì sera, ad attendere il 19enne all’incontro galante e clandestino non c’è la dolce sedicenne, ma sette bulli, tra cui il fidanzato della ragazza, tutti minorenni.
Lo massacrano di botte.
Ricoverato al Guzzardi, viene dimesso: il referto parla di politrauma facciale.
Il giovane racconta i fatti alla Polizia. Alcuni dei sette vengono identificati. Fra questi, come è naturale, il 16enne, che al cospetto dei propri genitori confessa: l’onta del tradimento, anche solo pensato, andava lavata.
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