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03/09/2026 10:34

Aeroporto di Comiso, l’ennesimo tavolo per lo sviluppo: tante parole e cinque sedie già apparecchiate

Servirebbero passeggeri e aerei, invece arrivano le sedie.

di Gabriele Giannone

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Comiso – Un altro protocollo, un altro tavolo tecnico permanente, altre riunioni, analisi, proposte e iniziative di promozione. Per l’aeroporto di Comiso la politica sembra avere trovato ancora una volta la soluzione: riunirsi per discutere di come svilupparlo.

La parte più concreta del protocollo, paradossalmente, non riguarda gli aerei ma le sedie.

L’ultima iniziativa porta la firma di Maria Rita Schembari nella doppia veste di sindaco di Comiso e presidente del Libero Consorzio comunale di Ragusa. Il primo settembre il Libero Consorzio ha infatti approvato l’adesione al “Protocollo d’intesa per la valorizzazione dell’Aeroporto di Comiso ‘Pio La Torre’ quale infrastruttura strategica per lo sviluppo territoriale”, da sottoscrivere insieme ai Comuni di Comiso e Gela.

Un titolo importante. A leggerne i contenuti, però, si scopre che di voli, nuove rotte, compagnie aeree da attrarre e investimenti concreti c’è ben poco. Il documento parla piuttosto di trasformare lo scalo in una “porta d’accesso internazionale”, di farne un “hub logistico”, di migliorare gli “indici di vivibilità e connettività territoriale” e di valorizzare il patrimonio turistico, culturale ed enogastronomico. Tutti obiettivi difficilmente contestabili, ma altrettanto difficilmente misurabili.

Viene infatti istituito un Tavolo tecnico permanente composto da cinque rappresentanti: uno del Comune di Comiso, uno del Comune di Gela, uno del Libero Consorzio e due esponenti della società civile. E qui il protocollo diventa persino molto preciso, perché le due associazioni sono già individuate: Fly Comiso e Gela Brainstorming APS.

Non una generica apertura alle categorie economiche, agli operatori turistici o alle associazioni del territorio da individuare successivamente: due delle cinque sedie vengono assegnate direttamente nel protocollo a due soggetti già nominativamente indicati. Il rappresentante del Libero Consorzio, invece, sarà scelto con un successivo provvedimento.

E cosa farà questo nuovo organismo? Si riunirà ogni tre mesi per “monitorare le esigenze di collegamento”, fare “analisi e proposte” sul trasporto pubblico locale, coordinare iniziative promozionali ed elaborare proposte da sottoporre a SAC. Insomma, un tavolo che produrrà soprattutto proposte da consegnare a chi poi dovrebbe materialmente decidere.

Il desk turistico e l’“Aeroporto Living”

Tra le azioni indicate come strategiche spunta poi la richiesta a SAC di realizzare un desk informativo fisso per promuovere il territorio entro 50 chilometri dall’aeroporto.

Ma c’è di più. Il protocollo immagina persino l’“Aeroporto Living”: mostre, presentazioni di libri, degustazioni di prodotti tipici ed eventi culturali dentro gli spazi aeroportuali. A queste iniziative si aggiungono campagne pubblicitarie coordinate per promuovere le rotte già esistenti e l’offerta turistica.

Tutto utile, probabilmente. Ma rimane una domanda piuttosto semplice: quanti passeggeri in più porteranno una mostra, una presentazione di libri o una degustazione se prima non arrivano gli aerei?

E quando un documento che dovrebbe rilanciare un aeroporto riesce a essere estremamente preciso nello stabilire chi dovrà sedersi attorno al tavolo, ma molto meno preciso nello stabilire quali nuovi aerei dovranno atterrare sulla pista di Comiso, il sospetto che l’operazione abbia un sapore più politico – e in prospettiva elettorale – che aeroportuale diventa difficile da evitare.

Perché Comiso, più che dell’ennesimo protocollo per spiegare quanto sia strategico il suo aeroporto, avrebbe bisogno di una cosa molto più semplice: passeggeri e aerei.