Attualità
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17/01/2009 13:15

Al somalo picchiato e insultato negato l’asilo politico

di Redazione

Ragusa – Venerdì mattina Abdi Abdiazir viaggiava sul treno diretto a Torino. Il somalo massacrato di botte in via Roma, a Ragusa, il 24 ottobre scorso, si è lasciato alle spalle una città che è stata nei suoi confronti del tutto indifferente. I due minorenni polacchi che lo hanno aggredito e insultato dicendogli “sporco negro” sono già fuori dal carcere. In questi mesi Abdi ha continuato a vivere nell’albergo “Le Logge”, in attesa che la sua richiesta di asilo venisse accolta. Ma alla fine la Commissione di Siracusa non ha accettato la sua istanza. Così Abdi è dovuto andare via. Abdi è partito per il Nord Italia per andare a finire nel plotone dei clandestini che vivono nelle grandi città, un esercito invisibile e sommerso. “Finora l’Italia per me è stata solo una grande delusione”, dice Abdi al telefono, mentre viaggia in treno, “vado a Torino, lì vivono tanti somali che mi aiuteranno a trovare lavoro, a sistemarmi”. Di Ragusa ricorda “le belle chiese e piazza San Giovanni, le belle amicizie fatte con gli altri ragazzi africani che hanno vissuto con me”. Il pestaggio di Abdi è passato sotto silenzio: nessuna istituzione locale ha condannato pubblicamente quel grave episodio di intolleranza fra stranieri, e la guerra fra etnie diverse che si sta insinuando nella nostra penisola. Come se, dire “sporco negro” a un ragazzo che passeggia per strada e ammazzarlo a legnate fosse stato una cosa normale.

 

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