Il nuovo film di Costanza Quatriglio, in onda su Rai1 l'11 ottobre.
di Redazione
Palermo – Per aiutare gli ultimi decise di diventare uno di loro. Di lasciare casa, lavoro, il lusso di una famiglia di imprenditori, perfino abiti e scarpe. Mettendo a disposizione degli altri ciò che restava: il proprio corpo. «Biagio Conte ha abbattuto completamente la distanza tra chi aiuta e chi viene aiutato. È diventato ultimo tra gli ultimi, vivendo con loro e come loro». Così Alessio Vassallo racconta il missionario laico palermitano morto nel 2023, fondatore della Missione di Speranza e Carità. Vassallo lo interpreta nel film «Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte» diretto da Costanza Quatriglio, in onda l’11 ottobre in prima serata su Rai1 (prodotto da Gloria Giorgianni).
Vassallo: «Per interpretarlo ho perso molti chili»
«È un racconto di formazione, di come Biagio diventa “fratel Biagio” — spiega Quatriglio, che firma anche la sceneggiatura con Stefano Rulli —. La storia di una scelta radicale calata dentro la città reale, con le sue contraddizioni e ferite. C’è la Palermo delle stragi e quella capace di costruire un sistema di solidarietà attorno a un uomo che distribuisce coperte e pasti caldi». Per entrare nel ruolo Vassallo ha perso peso, seguendo fisicamente il percorso di Conte, che usava il corpo come strumento di protesta: con digiuni, marce e attese estenuanti davanti alle sedi istituzionali per chiedere spazi e sostegno.
Storia di una scelta radicale
«L’ho incontrato di persona quando ero più giovane e non ho mai dimenticato il suo sguardo — ricorda l’attore, palermitano anche lui —. Entrare nei suoi panni è stato un traguardo personale e una responsabilità enorme». Accanto a Vassallo ci sono Antonio Catania e Alessandra Fazzino nei panni dei genitori, e Donatella Finocchiaro in quelli di Rosa, vittima di violenza che trova rifugio nella comunità: «È un film sull’accoglienza — dice — che smette di essere solo una biografia quando pone una domanda: quanta distanza siamo disposti a lasciare tra noi e chi resta ai margini?».
Quatriglio non incornicia il personaggio ma inquadra il ventenne che sente crescere l’inquietudine. Che va ad Assisi in cerca di San Francesco e capisce che, in realtà, il suo posto è a Palermo. Non nei salotti vista mare, ma nelle periferie e nei luoghi degradati, vicino a chi non ha nulla.
L’anniversario francescano
Il film arriva nell’ottavo centenario della morte del Poverello di Assisi. Un accostamento dichiarato, ma Quatriglio evita di trasformare Conte in un santino immobile da venerare. Lo segue piuttosto nella sua ostinazione quotidiana, mentre bussa alle porte, cade, riparte e trascina dietro di sé una intera città.

Biagio Conte
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