Economia
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22/04/2010 18:47

Allarme delle aziende del marmo: La Sicilia resterà senza treni

Le merci si fermeranno a Gioia Tauro e poi proseguiranno col gommato

di Gazzettadelsud

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Vittoria – Un anno fa hanno chiuso lo scalo di Comiso, alla fine del 2009 quello di Gela, dal 30 aprile taglieranno Catania Bicocca e finalmente la Sicilia sud orientale sarà tagliata fuori dal resto d’Europa.

La Cna denuncia in anticipo un danno economico di proporzioni incalcolabili a partire dal prossimo maggio.
Giorgio Stracquadanio, responsabile organizzativo della Confederazione degli artigiani: «Faccio l’esempio delle segherie di marmo di Comiso. Prima i cargo arrivavano fino a Comiso, poi a Gela, adesso a Catania, da maggio a Gioia Tauro. Il che significa che l’imprenditore vittoriese e comisano, della Sicilia orientale, per ricevere i blocchi di granito o di altra merce legata al comparto agricolo deve raggiungere Gioia Tauro sul gommato. Sarebbe semplice, se ci fosse una rete stradale adeguata. Non voglio aggiungere altro, spero d’avere reo il problema alla nostra classe politica».
Giuseppe Santocono, che della Cna è il presidente, rincara la dose. «Aumenta l’isolamento della nostra provincia e del nostro territorio in particolare. A quanto pare la divisione cargo di Trenitalia, dopo il 30 aprile, sembra ormai decisa ad abbandonare il trasporto merci su ferro in Sicilia attraverso la lenta, continua e silenziosa dismissione di scali. Dovrebbe, quindi, toccare allo scalo di Catania Bicocca dove arrivano buona parte delle merci che interessano la Sicilia sud orientale, compreso il nostro territorio ipparino. In pratica, Trenitalia sarebbe intenzionata a bloccare i treni merci in Calabria (Gioia Tauro?) facendo poi proseguire il carico su gomma direttamente via mare nei porti di Palermo e Catania. Questa scelta, se confermata, non tiene assolutamente conto delle condizioni della rete viaria siciliana e, in modo specifico, della rete stradale della nostra provincia».
«Se da un lato Trenitalia, per scelte aziendali – aggiunge Girogio Stracquadanio – chiude gli scali, dall’altro chi governa non fa nulla per migliorare e potenziare la nostra scarsissima rete infrastrutturale e viaria. L’autoporto di Vittoria diventa nei fatti una struttura fondamentale per la movimentazione e lo stoccaggio delle merci in partenza e in arrivo di un’area molto vasta. Vorremmo capire a che punto è l’iter che porta all’approvazione definitiva e quando inizieranno i lavori di questa infrastruttura».
Santocono chiude: «Vorremmo sapere se è in itinere la riqualificazione dei collegamenti stradali di questo territorio (realizzazione bretella di collegamento statale 115, statale 514 e i rispettivi raccordi con l’aeroporto di Comiso e l’autoporto di Vittoria) evidenziati nel piano di utilizzo dei fondi ex Insicem a pagina 82. Le piccole e medie imprese artigiane attendono una risposta».


La replica di Trenitalia

E la risposta di Trenitalia non si è fatta attendere. “Non è vero che Trenitalia si accinge a chiudere gli scali di Catania Acquicella, Bicocca e Palermo – si legge nella precisazione di Trenitalia – Tra l’altro neanche le compete, dal momento che gli scali non sono gestiti da Trenitalia, ma da Rete Ferroviaria Italiana, e sono aperti a tutte le imprese ferroviarie che intendono svolgervi la loro attività, perchè il mercato è ormai liberalizzato da diversi anni. Probabilmente, ci si riferisce ai servizi di un’altra impresa ferroviaria, concorrente di Trenitalia, che prevede di attestare i trasporti ferroviari, da e per la Sicilia, su Gioia Tauro.

Trenitalia, dal canto suo, sta portando avanti, come le principali imprese ferroviarie europee, un processo di ristrutturazione della propria offerta a “carro singolo”, decisamente costosa, non competitiva nei confronti del trasporto su gomma e che necessita quindi di un’organizzazione più razionale ed efficace. La nuova offerta per il centro-nord è entrata in esercizio lo scorso 1° aprile. Per il Sud non si prevedono interventi di modifica dell’attuale assetto. I treni di questi trasporti sono dallo scorso luglio 2009 attestati su alcune Piattaforme Logistiche dalle quali è possibile anche fruire di servizi integrativi, come magazzinaggi e terminalizzazioni via strada.

Per la Sicilia, la concentrazione dei traffici a carro singolo è proprio sul bacino di Catania (Acquicella e Bicocca) e Trenitalia ha già da tempo fornito agli operatori nazionali ed internazionali interessati le condizioni operative e commerciali. I trasporti a treno completo continueranno ad essere effettuati su 12 impianti siciliani già attualmente serviti”.