Il ferito, in maniera grave, ha 45 anni, è un allevatore
di Gabriele Giannone
Scicli – È l’una della notte quando in contrada Fondo Oliva, nella vallata dell’Irminio, un colpo di pistola puntata all’addome esplode un proiettile che attraversa l’addome dello sciclitano G.R., 45 anni, allevatore.
L’uomo giunge in ospedale con un grave sanguinamento che costringe i medici ad andare in sala operatoria senza neanche la preventiva diagnostica. Si gioca sui minuti.
Qualcuno, probabilmente persona molto nota alla vittima, ha sparato a distanza ravvicinata al termine di uno scontro che potrebbe essere maturato in ambienti noti alle forze dell’ordine.
All’una e quindici della notte il ferito è sotto i ferri: ha l’intestino e il colon bucati, il proiettile ha un foro d’entrata e uno d’uscita, serviranno due ore e mezza di intervento chirurgico per tentare di strapparlo alla morte.
Si è trattato di un agguato in piena regola.
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Il primario del reparto di chirurgia, Goffredo Caldarera, viene attivato in reperibilità. Sa che ogni minuto può fare la differenza tra la vita e la morte. Per superare il traffico notturno sceglie un mezzo di fortuna: un motorino che lo porta dritto in ospedale, fino al tavolo operatorio.
Alla fine l’emorragia è contenuta, le lesioni riparate, il paziente consegnato alle cure della terapia intensiva. La sua battaglia per la vita non è conclusa: la prognosi rimane riservata e le condizioni gravissime.
Chi ha sparato? Per quale dissidio? Quali interessi sono in campo? Droga, estorsioni?
Il ferito ha vissuto l’infanzia al quartiere San Nicolò Stradanuova. La sua attività si svolge nelle campagne che da contrada Palazzola digradano verso l’Irminio, dove forse un conoscente ha tentato di ucciderlo.
Le indagini sono in mano ai carabinieri e alla Procura di Ragusa.
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