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07/02/2026 22:35

Alzheimer, così una molecola smart «aiuta le difese naturali». Lo studio di Pozzuoli

La "Sulfavant A" potrebbe fare enormi passi avanti nella lotta contro una delle malattie più terribili

di Redazione

Napoli – La lotta alla temibile malattia Alzheimer potrebbe aver trovato un nuovo e molto potente alleato in una piccola molecola intelligente, “smart”, denominata dai ricercatori “Sulfavant A”. Frutto della ricerca d’eccellenza italiana, questo composto promette di rivoluzionare l’approccio terapeutico a una delle patologie neurodegenerative più diffuse e terrificanti al mondo.

Lo studio, coordinato dall’Istituto di Chimica Biomolecolare del Cnr di Pozzuoli e pubblicato sul prestigioso Journal of Neuroinflammation, non propone solo un nuovo farmaco, ma una vera e propria inversione di rotta strategica.

Un cambio di prospettiva: potenziare anziché rimuovere
Fino ad oggi, gran parte della ricerca farmacologica si è concentrata sulla rimozione diretta delle placche amiloidi, gli accumuli proteici che soffocano e atrofizzano i neuroni. Tuttavia, i risultati clinici sono stati spesso deludenti. Il gruppo di ricerca guidato da Angelo Fontana, direttore del Cnr-Icb, ha proposto una via alternativa: anziché limitarsi a tentare di spazzare via le placche dall’esterno, la strategia punta a potenziare i meccanismi endogeni di difesa del cervello.

L’obiettivo è sostenere l’immunità innata dell’organismo, rendendo il cervello capace di prevenire autonomamente il danno neurologico. In sintesi, la Sulfavant A agisce come un “allenatore” per le difese naturali, preparandole a combattere la malattia prima che diventi irreversibile.

Il ruolo della Microglia: gli spazzini del cervello
Il segreto della Sulfavant A risiede nella sua capacità di regolare la microglia. Queste cellule rappresentano il sistema immunitario specializzato del sistema nervoso centrale. In condizioni normali, la microglia agisce come una squadra di “spazzini”, se vogliamo, incaricata di rimuovere detriti cellulari, virus e aggregati proteici dannosi.

Nell’Alzheimer, tuttavia, questo sistema spesso si inceppa o reagisce in modo eccessivo, innescando un’infiammazione cronica che danneggia ulteriormente i neuroni. La molecola Sulfavant A è in grado di “istruire” selettivamente queste cellule, aumentandone l’efficienza nella rimozione delle placche amiloidi e riducendo al contempo lo stato infiammatorio.

Questo duplice effetto protegge i neuroni e, come dimostrato dai test sui modelli animali, porta a un sensibile miglioramento delle capacità mnemoniche.

Una sinergia del tutto italiana
La scoperta è il risultato di una vasta collaborazione scientifica che attraversa tutta la penisola. Oltre al Cnr di Pozzuoli, hanno fornito contributi fondamentali anche gli istituti Cnr di Napoli, specializzati in Genetica e Biofisica, e Catania, fissi nella Cristallografia, l’Università Campus Bio-Medico, la Fondazione Santa Lucia di Roma, l’Università Federico II di Napoli e la Magna Graecia di Catanzaro.

Questa rete di eccellenze ha permesso di studiare la molecola sotto ogni profilo dell’ambito scientifico, dalla sua struttura cristallina alla sua interazione con i processi biofisici del cervello, portando al deposito di un brevetto internazionale da parte del Cnr.

Oltre l’Alzheimer: prospettive future
Sebbene l’attenzione sia oggi focalizzata sull’Alzheimer, i ricercatori sottolineano che il meccanismo d’azione della Sulfavant A, basato sulla regolazione della microglia e dell’immunità innata, potrebbe essere applicato anche ad altre malattie neurodegenerative caratterizzate da infiammazione e accumulo di detriti proteici, come il Parkinson o la sclerosi multipla.

Il prossimo, cruciale passo sarà il passaggio dalla fase pre-clinica a quella clinica di sperimentazione sull’uomo. Se i risultati eccezionali ottenuti finora in laboratorio venissero confermati, potremmo trovarci di fronte alla prima di una nuova classe di terapie “smart” capaci di cambiare il destino e la vita di decine di milioni di pazienti.