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16/03/2019 17:17

Amianto: si lavora per individuare siti da adibire allo smaltimento

La bonifica

di Redazione

Smaltimento amianto
Smaltimento amianto

L’amministrazione regionale siciliana ha approvato un iter che porterà all’individuazione, sul territorio dell’isola, di nuovi siti presso i quali si procederà al trattamento e allo smaltimento dell’amianto.
I mass-media hanno riservato ampi spazi a questa notizia, segno evidente del fatto che il problema dell’amianto è davvero molto sentito in questa regione.

A cosa è dovuta la pericolosità dell’amianto?
Prima di entrare nel dettaglio è tuttavia utile ricordare cos’è l’amianto, perché è pericoloso e come va smaltito in modo corretto.
L’amianto, anche noto come asbesto, è un materiale che in un passato non lontano ha trovato un massiccio impiego nel mondo dell’edilizia: la sua economicità, la sua leggerezza e altre caratteristiche tecniche interessanti non sono rimaste indifferenti alle imprese costruttrici.
Nei primi anni Novanta, tuttavia, è stata fatta una scoperta sconvolgente: l’amianto è un materiale cancerogeno e purtroppo il suo impiego è costato la vita a numerose persone, in Italia proprio come in altre nazioni.
Dall’anno 1992, in Italia, l’amianto non può più essere prodotto, tantomeno venduto o impiegato per delle costruzioni edili, ma ovviamente è rimasto il grave problema del materiale impiegato in precedenza e ancora oggi, purtroppo, massivamente presente da Nord a Sud.
La pericolosità dell’amianto è dovuta al fatto che questo materiale, soprattutto quando viene usurato, tende a sfaldarsi rilasciando nell’aria delle piccolissime particelle.
Queste particelle hanno dimensioni così esigue da poter essere inalate, ed è proprio questo il motivo per cui l’esposizione all’amianto può essere un grosso rischio per la salute.

La bonifica dell’amianto
Bonificare i siti in cui è presente dall’amianto è importantissimo, dunque, ma è altrettanto importante che tali operazioni vengano eseguite da professionisti esperti che adottino tutte le precauzioni necessarie, sia per loro stessi che per chiunque si trovi nei dintorni.
Una delle tecniche di intervento più efficaci corrisponde senza dubbio all’incapsulamento; scopriamo subito di cosa si tratta.
L’incapsulamento è un approccio scelto da molte delle migliori aziende operanti in questo settore, come ad esempio Dgeco, e si esegue in questo modo: l’elemento in amianto viene ricoperto da un particolare materiale che ricrea, sul medesimo, una pellicola avvolgente che rende impossibile la dispersione di particelle.
Una volta eseguito questo step, il materiale può essere asportato e gestito dalla ditta scongiurando qualsiasi rischio sia per le persone che vivono e che transitano nei dintorni, sia per gli operai, i quali devono comunque indossare una serie di DPI specifici.

Lo smaltimento dell’amianto
Lo fase successiva corrisponde allo smaltimento, e come si può ben immaginare smaltire irregolarmente l’asbesto è un reato, oltre che un grave oltraggio alla salute pubblica: le aziende sono quindi chiamate a seguire procedure molto specifiche.
Proprio per questo motivo, infatti, la notizia dell’individuazione di nuove aree per lo smaltimento dell’amianto è molto positiva, anche in considerazione del fatto che attualmente in Sicilia sono presenti solo degli impianti di stoccaggio provvisorio.
L’assenza di aree di stoccaggio in loco accentua in modo importante i costi per le imprese e i privati che richiedono interventi di bonifica, e ciò purtroppo può favorire lo smaltimento illegale di questo materiale così pericoloso.

Il progetto per la Sicilia
La Protezione Civile è già al lavoro per approvare in modo definitivo quanto è stato disposto dalla Regione, e ogni Comune sarà chiamato a varare un proprio piano sotto la supervisione dell’amministrazione regionale.
L’auspicio è che l’individuazione di queste aree avvenga nel modo più celere possibile, e ovviamente tutti i siciliani sperano che scompaia dall’isola qualsiasi traccia di questo pericoloso materiale.