Il cortometraggio "Lamiantu"
di Redazione
Ragusa – Dal Nord al Sud, di amianto si muore in tutta Italia. La polvere invisibile che si deposita nei polmoni di chi, per professione, è stato esposto ad essa, e che a lungo andare, provoca gravissime malattie, sino al decesso, è il fil rouge che lega le due storie parallele di vite stroncate, raccontate nel cortometraggio “Lamiantu”.
Il documentario nasce da un’idea di Turi Occhipinti, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto di Ragusa, di Gaetano Scollo, che si è occupato della parte fotografica, Carmelo Lorenzo, Carmelo Distefano, Giovanni Tidona e Nadia Tumino. “Ne abbiamo voluto parlare in un docufilm – spiega la Tumino – perché è doveroso fare luce sulla straziante vicenda delle morti bianche: parlare di amianto oggi è più che mai necessario”. A questo progetto ha creduto il Comune di Priolo Gargallo che ha partecipato con un contributo economico e vi ha collaborato Fabio Messina che interpreta il ruolo di Angelo Castelbuono, giornalista di Tele Sicilia libera, ex dipendente di una fabbrica di amianto, coinvolto in una tragedia familiare e autore di un’inchiesta sulle morti provocate da questo elemento cancerogeno. Marcello Perracchio veste il personaggio di un medico legale e, insieme ad altri attori, interpreta la storia di una famiglia calabrese emigrata nel Nord Italia.
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