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08/05/2012 18:52

Amministrative Sicilia, la Chinnici: Percentuali invariate. Susino torna al 49,6

Susino prima era al 49,6, poi è stato portato al 40,95, ora torna al 49,6%.

di Redazione

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Caterina Chinnici
Caterina Chinnici

Palermo – Giallo sull’applicazione della legge in Sicilia. Prima Susino viene dato al 49,6%, poi la Regione dice che bisogna mettere nel calderone anche le schede in cui è stato votato il consigliere e non il sindaco, e questo fa abbassare le percentuali, a Scicli, Pozzallo, come a Palermo, infine il dietrofront: abbiamo scherzato. 

“Dopo un attento e approfondito esame, abbiamo stabilito che il calcolo della percentuale dei voti attribuiti al sindaco va effettuato sul totale dei voti validi espressi separatamente nei confronti del sindaco”.

Lo ha annunciato l’assessore regionale siciliano alle Autonomie Locali Caterina Chinnici, chiudendo di fatto la questione relativa all’errata interpretazione della legge elettorale in Sicilia, che ha portato ad immaginare un riconteggio dei voti raccolti dai candidati sindaco siciliani. Secondo questa interpretazione, dunque le percentuali raggiunte dai due candidati che a Palermo hanno raggiunto il ballottaggio, Leoluca Orlando e Fabrizio Ferrandelli, restano invariate al 48% e 17%.Sicilia, Chinnici: “Calcolo va fatto su totalità voti”.

“Una diversa interpretazione della legge – ha concluso la Chinnici – avrebbe vanificato quello che voleva essere l’effetto della norme, cioè di stoppare l’effetto del cosiddetto ‘trascinamento'”.

 

A Scicli Franco Susino torna al 49,6%, anzichè al 40,95% assegnato stamani secondo la circolare interpretativa della legge. 

Un’altalena di risultati, stando a sentire la Regione.

Ora hanno deciso di chiudere la partita. 

 

Le pentole e i coperchi. Il fatto

 

 

Il diavolo fa le pentole senza i coperchi. La nuova legge elettorale, che separava nettamente il voto per il sindaco da quelli per il consiglio comunale, è imperfetta per colpa di una “distrazione”. La percentuale dei voti ai candidati a primo cittadino, infatti, è rimasta ancorata alla totalità delle preferenze validamente espresse (schede nulle e bianche escluse) per il consiglio comunale. Il tutto senza i precedenti “benefici” dell’effetto trascinamento che prima la legge comportava: la preferenza a un consigliere, infatti, si tramutava in una per il sindaco collegato, anche se non espressa. Ed è così che le percentuali, conteggiando esclusivamente i voti al candidato in rapporto a quelli per i consigli, si sono abbassate di molto. Nella sostanza, nulla cambia, salvo che alcuni, come Antonio Di Guardo, deputato regionale del Pd, si è addormentato vincitore a Misterbianco per risvegliarsi al ballottaggio. L’altro particolare riguarda il futuro. Con una base così ampia, se il sistema non verrà corretto per vedere un vincitore al primo turno, nei comuni dove è previsto il ballottaggio, saranno necessarie percentuali da plebiscito. I problemi di riconteggio che tramutano vittorie a primo turno in ballottaggio riguardano, oltre che Misterbianco, anche Erice (Trapani) e Villabate (Palermo).

Così l’assessore regionale alle Autonomie locali, Caterina Chinnici: “In merito alle notizie diffuse oggi sui risultati delle elezioni amministrative in Sicilia, gli uffici di diretta collaborazione dell’assessore regionale per le Autonomie locali e la Funzione pubblica, Caterina Chinnici, stanno provvedendo a fare le verifiche del caso per sciogliere i dubbi sulla differente interpretazione della norma elettorale”.