Ci scrive Piero Torchi
di Piero Torchi
Modica – Il fatto che, per la seconda volta consecutiva (!!!), la gara indetta dal Comune di Modica per l’individuazione del partner privato con il quale organizzare Chocobarocco sia andata deserta, è un fatto grave perché rischia di rallentare ulteriormente il rilancio promozionale della città ma, soprattutto, perché rischia di non accompagnare la fase finale dello straordinario sforzo che il consorzio ed i singoli operatori della filiera del cioccolato modicano stanno da anni facendo, e che dovrebbe concludersi con la piena titolarità del riconoscimento di specialità in tempi brevi.
Certo ci sarebbe molto da riflettere se si pensa che anche sulle gare nelle quali non c’è alcun costo per l’Ente, e quindi nessuna preoccupazione sulla solvibilità e liquidità dello stesso da parte dell’eventuale contraente privato, non si riesce ad individuare da parte degli imprenditori alcun profilo d’interesse; probabilmente colpa di un bando confuso e poco appetibile, di un crollo complessivo nell’immagine della città, tale da sconsigliare a qualsiasi privato investimenti, e di una interlocuzione da tempo interrotta con i mercati turistici e promozionali nazionali ed internazionali.
Ed allora, adesso è arrivato il momento di prendere il coraggio a due mani, assumere quelle decisioni che sono mancate in questi anni, e ritrovare anche l’umiltà di capire cosa è stato fatto bene e cosa serve per la città in questo momento. E’ arrivato, insomma, a mio giudizio, il momento di riaprire l’interlocuzione con Eugenio Guarducci ed il suo staff, senza foglie di fico di improponibili bandi, in piena trasparenza, e di riprovare a riportare a Modica quella edizione primaverile di Eurochocolate che tante soddisfazioni ha dato alla città ed al suo tessuto commerciale ed imprenditoriale nel recente passato
Stavolta con un protagonista in più: quel consorzio che deve essere l’autentico motore di ogni iniziativa e il centro decisionale tecnico e scientifico di quello che può diventare l’appuntamento più importante e di riferimento dell’intero Sudest. All’Ente il compito di mettere tutti attorno ad un tavolo, di mediare con autorevolezza le diverse posizioni e di tornare a frequentare le stanze di Stato e Regione per ottenere le indispensabili partnership istituzionali; ma soprattutto il compito di coinvolgere oltre ai produttori, le associazioni di categoria, il mondo dell’informazione locale, ogni segmento della realtà culturale modicana, creando quella sinergia indispensabile per realizzare un evento che torni ad essere la migliore vetrina per promozionare Modica.
Ogni altra soluzione è pasticciata ed improponibile, sintomo di una “voglia di accontentarsi” che non appartiene al dna di questa città, alla sua storia ed alle sue caratteristiche. Il momento del coraggio è arrivato e non ammette fermate intermedie o tentennamenti ulteriori. E’ il momento in cui ciascuno deve dire cosa pensa e deve avere il coraggio delle proprie decisioni; il tutto in maniera chiara, determinata, senza usare quel politichese che cosi poco appassiona i cittadini.
Chi ha questo coraggio si faccia avanti; chi pensa di accontentare tutti non scegliendo, per favore, faccia un passo indietro e li rimanga.
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