di Redazione
La produzione dovrebbe registrare una situazione stagnante (0,5 per cento in più rispetto al 2007), il valore aggiunto una lieve crescita del 1,2 per cento, i prezzi all’origine una diminuzione del 3 per cento, gli investimenti un calo del 2,5 per cento per cento, i redditi degli agricoltori un taglio tra l’1,5 e il 2 per cento, mentre i costi di produzione dovrebbero avere un’impennata pari al 10,6 per cento. In caduta anche consumi agroalimentari: meno 3,5-4 per cento. Queste le prime stime della Cia-Confederazione italiana agricoltori. “In un mercato sempre più vasto e competitivo, le imprese agricole mostrano, sostiene Pippo Drago, presidente provinciale della Cia, una strutturale difficoltà a recuperare margini di efficienza ed a produrre reddito da destinare ai consumi, all’innovazione e agli investimenti. Pesano, ed aggravano questa situazione, l’aumento dei costi produttivi (in particolare quelli energetici e dei prodotti chimici), degli oneri sociali e della opprimente burocrazia”. Le prime stime della Cia evidenziano che le coltivazioni agricole dovrebbero avere una crescita pari all’1,2 per cento, con una performance dei cereali (più 12 per cento) e un discreto aumento per patate e ortaggi (più 3 per cento); mentre le coltivazioni industriali dovrebbero registrare ancora un forte calo (meno 18,7%).
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