Attualità
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26/05/2008 17:38

Antonello Buscema: Si può fare

di Redazione

Ha aperto la campagna elettorale nel cuore della città “per parlare al cuore dei cittadini, perché alle orecchie hanno già parlato per troppo tempo gli altri, assordando la città”. Ha citato Walter Veltroni ed il suo “Si può fare”, ma anche Pierferdinando Casini. Sul palco lui ed i quattro assessori designati. Sotto anche il deputato regionale Roberto Ammatuna, Antonio Borrometi ed il popolo del centrosinistra modicano. Così Antonello Buscema ha scelto di “lanciare” la corsa a palazzo San Domenico. Ad esordire è stato Peppe Sammito, già presidente della provincia regionale ed oggi assessore designato. “Un anno fa sembrava che Modica fosse stata baciata dalla fortuna con la vittoria del centrodestra – ha detto Sammito – ma ora abbiamo scoperto che si trattava solo di un grande bluff. Abbiamo bisogno di amministratori che abbiano la credibilità di fare ciò che si deve fare, rispolverando la politica del buon governo”. Poi parola ad Antonello Buscema, che torna sul palco dopo undici mesi, con una “verve” inedita. “Modica è ferita – ha esordito -. Nel suo orgoglio con quest’immagine che non ci appartiene; nella sua storia, ma anche nella sua morale. Non entriamo nel merito di vicende su cui altri sono chiamati a giudicare, ciò che è certo è che Modica deve risollevarsi, invertire la rotta”. Buscema chiama alle sue responsabilità tutto il centrodestra. “Oggi anche gli alleati di governano accusano uno ed uno solo. Ma – ha detto – dove eravate quando certe scelte venivano fatte, dove era la maggioranza bulgara quando gli atti venivano votati in consiglio? Hanno anche trasmesso l’arroganza al loro candidato (Scucces, ndr) che arrogante non lo è. L’altro candidato (Scarso, ndr) ha ammesso il fallimento e che è necessario cambiare”. Buscema ha anche dettato le prime azioni del suo eventuale governo della città. “Ridurremo del 20 per cento le indennità degli amministratori, dimezzeremo il numero dei dirigenti, rimoduleremo i contratti con le società partecipate e con l’Università. Non ci saranno zone franche. Bisognerà rivedere le politiche sociali, avviare la raccolta differenziata, eliminare dal bilancio le entrate fasulle, pagare i fornitore secondo l’iscrizione ad un apposito elenco che rispetti l’ordine cronologico delle fatture e un ordine severo di protocollo dovrà essere rispettato anche dall’ufficio tecnico”. Poi la chiusura con la citazione di Casini: “Diciamolo forte: Modica ed i modicani non sono in vendita!”